Romizi confermato sindaco a Perugia
Romizi confermato sindaco a Perugia

Perugia, 28 maggio 2019 - Arriva sotto la pioggia con la moglie e la figlia: sono quasi le sette e mezzo di sera quando Andrea Romizi si presenta da vincitore a Palazzo dei Priori. E’ lì per effettuare i collegamenti in diretta con le tv locali e nazionali. Ma la sua prima intervista è sotto la pioggia: l’assalto dei cronisti è tale che non riesce ad entrare nell’Atrio. E comincia con un atto di cortesia verso il suo principale avversario, Giuliano Giubilei, il candidato a sindaco del centrosinistra che gli aveva appena fatto una telefonata in cui, a scrutinio ancora in corso, si congratulava con lui per la rielezione

«Ho apprezzato la telefonata di Giubilei – afferma il confermato sindaco del capoluogo regionale –, con lui c’è stato sempre un confronto sereno e corretto, questo devo riconoscerlo».

Come si sente, dica la verità?

«Beh questo successo è una grande soddisfazione, non solo per la vittoria in sé, ma anche perché si giudicava anche quello che abbiamo fatto in questi cinque anni. E il giudizio mi sembra sia stato molto positivo».

Ora dovrà subito fare i conti con una coalizione che è ampia ed eterogenea.

«Il risultato delle urne è eloquente, la composizione delle liste con i rispettivi risultati dà il senso di un gruppo ampio e coeso che si continuerà a caratterizzare per i principi che fin qui l’hanno mosso».

Risposta diplomatica, non c’è dubbio. E allora: quanto peseranno i partiti e quanto i civici nella sua Giunta?

«Il ‘gruppo’ è molto equilibrato: c’è il centrodestra e una componente civica che è molto significativa, mi sembra indubbio».

Il vicesindaco verrà assegnato al partito o al movimento che avrà raggiunto il numero maggiore di preferenze?

«Mi conoscete bene e sapete che affronterò le cose passo a passo. E’ presto per dirlo quando ancora i seggi non sono stati tutti scrutinati»

A chi dedica il successo?

«Ai perugini per l’affetto e la vicinanza che mi hanno dimostrato in questo periodo».

Dica la verità: quando ha visto che non ci sarebbe stato il ballottaggio ha tirato un bel sospiro di sollievo.

«Non c’è alcun dubbio: ho evitato altri quindici giorni di campagna elettorale».

Si aspettava che la Lega dimezzasse i propri consensi rispetto alle Europee?

«Direi di sì. Alle comunali le liste erano molte di più ed è normale che i voti siano stati distribuiti in modo diverso».

E Forza Italia così in basso?

«Visti i segnali che c’erano, non mi sorprende».

Qual è stata allora la sorpresa? La lista di Arcudi?

«Non saprei proprio, il dato mi sembra molto equilibrato. E comunque non faccio salti di gioia, sono soddisfatto, ma so che ora aumenteranno le responsabilità per i prossimi impegni».