Voto, guerra sulle periferie: "Solo degrado e abbandono". Altri attacchi al centrodestra

Monni incontra gli abitanti della zona-nord: ’Bisogna dare risposte’. E intanto Italia Viva a Pasqua deciderà quale candidato appoggiare.

Voto, guerra sulle periferie: "Solo degrado e abbandono". Altri attacchi al centrodestra

Il candidato a sindaco di Centro, Massimo Monni, ha organizzato un’assemblea nella zona settentrionale del capoluogo

Le periferie della città diventano improvvisamente tema di contesa politico-elettorale.

L’altro ieri il dibattito in Commissione, con la proposta della Giunta di istituire 11 Tavoli territoriali, uno per ogni zona della città, con aspre critiche del centrosinistra visto che la protesta di istituire i Consigli di quartiere era stata bocciata qualche anno fa.

Nel tema entra adesso però anche il candidato a sindaco di Centro, Massimo Monni, che l’altra sera ha organizzato un’assemblea nella zona nord del capoluogo (Ponte Pattoli, Casa del Diavolo, Resina, Solfagnano, Parlesca), a detta di tutti quella più trascurata, rilevando che "le frazioni ormai non esistono più. Abbiamo avuto un confronto molto spontaneo e proficuo – sottolinea Monni - basato su un’analisi approfondita di come le persone vivono la città e, nello specifico, il proprio contesto territoriale. Abbiamo parlato del degrado e della scarsa manutenzione delle strade di queste frazioni, dell’isolamento in cui si trovano a causa degli scarsi collegamenti con i mezzi di trasporto pubblico, della necessità di mettere a punto un progetto complessivo che risollevi le sorti dell’area nord di Perugia, prevedendo punti di aggregazione e di socialità così come misure per il rilancio delle attività economiche esistenti che siano attrattive anche per nuovi investimenti imprenditoriali".

"Il mio interesse non è guardare al passato, a ciò che si poteva fare ma non è stato fatto – conclude Monni – ma dare risposte alle istanze attuali dei cittadini per trovare soluzioni fattibili e puntuali".

Intanto continua il dibattito dentro Italia Viva, il partito di Matteo Renzi profondamente diviso a Perugia dove il consigliere comunale Emanuela Mori e quello regionale, Andrea Fora, hanno ‘sposato, la causa del centrodestra, mentre la direzione regionae va da tutt’altra parte.

"C’è molto poco di ideologico nelle scelte elettorali di Italia Viva – spiega il presidente Massimo Gnagnarini –. Piuttosto valutiamo i fatti e le persone prima di decidere con chi schierarci e dove portare il nostro simbolo.

E i fatti a Perugia sconsigliano un percorso in continuità con l’amministrazione comunale uscente. Stiamo completando i confronti programmatici con altre forze politiche e civiche e con i candidati sindaci così che mercoledì 3 aprile renderemo nota la nostra scelta".