Gioie e delusioni. Sono quelle dei candidati che sono rimasti in piedi fino a notte inoltrata per capire chi avesse vinto e soprattutto se fossero entrati nel nuovo Consiglio comunale. Che è ancora tutto da decifrare, dato che a decidere tutto sarà il ballottaggio. I due scenari possibili sono quelli ricostruiti in grafica, con nomi illustri o uscenti del Consiglio o della Giunta che comunque vada rimarranno fuori da Palazzo dei Priori.
Non sarà della partita Edi Cicchi, assessore ai Servizi sociali per due legislature con Andrea Romizi e arrivata a un pugno di voti dal primo della sua lista, Leonardo Varasano (anche lui assessore uscente) che invece sarà comunque eletto. La lista Progetto Perugia, infatti, avrà un solo consigliere. Certo, se vincesse Scoccia e Varasano venisse nominato assessore, Cicchi rientrerebbe. Ma per certi calcoli è troppo presto. Da questa lista restano fuori anche Cristiana Casaioli, Massimo Pici e Gino Puletti, tutti uscenti e non riconfermati. Tra le bocciature anche quella di Gabriele Giottoli, assessore uscente all’Innovazione: le sue preferenze nella lista Romizi non sono state sufficienti. E sarà ardua – sempre in questa lista - la sfida tra Michele Cesaro e Otello Numerini, che hanno lo stesso numero di voti (646). Cesaro non è nuovo a simili situazioni: anche 5 anni fa staccò di un solo voto Massimo Perari (il caso finì davanti al Tar per la cronaca). Escono, comunque vada, anche Roberta Ricci e Daniela Casaccia.
Stavolta il campione di preferenze è una new entry: si tratta di Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia) che ha raccolto 1.074 voti personali, superando quel Nilo Arcudi (Perugia Civica) che anche stavolta ha comunque superato le mille preferenze. Oltre questa soglia anche Costanza Spera del Pd (1.015), prima nel suo partito e che sarà eletta in entrambi i casi. Proprio il Pd è quello che ha ottenuto più consensi, 19,19 pari 15.393 preferenze (14.633 nel 2019). Fratelli d’Italia è il secondo partito nel comune con il 18,86 per cento: in numeri assoluti ha conquistato oltre 4.500 preferenze, passando da 10.801 a 15.133.
Nello schieramento che ha sostenuto Scoccia, Fare Perugia-Forza Italia- ha avuto l’11,59 dei consensi, quasi raddoppiando rispetto a 5 anni fa: 9.297 voti rispetto a 4.873. Progetto Perugia è sceso al 4,1 (3.292 contro 12.641 del ‘19) e la Lega al 3,72 (2.983 su 12.813 di 5 anni fa). Molto male i Cinquestelle: da 5.942 preferenze sono scesi a 3.314. Gli altri tre in corsa sono finiti infatti nettamente staccati: il vero flop è di Massimo Monni, Perugia Merita, ha avuto l’1,40 per cento dei voti. Davide Baiocco, Forza Perugia - Alternativa riformista-Iitalexit, 0,76, mentre Leonardo Caponi, Perugia contro guerra e neoliberismo-Pci, 0,54. Complessivamente in tre hanno ottenuto 2.254 voti: una miseria.
Michele Nucci