MICHELE NUCCI
Cronaca

Prisco promuove Scoccia a pieni voti: "Mai esclusa l’ipotesi ballottaggio"

Il segretario regionale di FdI a colloquio con La Nazione: "La nostra candidata andata oltre il centrodestra. Ma quando i nostri avversari si sono ricompattati sul campo ’larghissimo’ la sfida si è subito riaperta".

Prisco promuove Scoccia a pieni voti: "Mai esclusa l’ipotesi ballottaggio"

Prisco promuove Scoccia a pieni voti: "Mai esclusa l’ipotesi ballottaggio"

"Abbiamo preso coscienza che la partita per l’elezione del sindaco di Perugia fosse aperta, quando la coalizione di centrosinistra si è compattata ed è diventata un ’campo largo’, anzi larghissimo. E di conseguenza abbiamo ritenuto che quella del ballottaggio fosse un’ipotesi possibile". Emanuele Prisco, segretario regionale di Fratelli d’Italia, sempre più primo partito del centrodestra in Umbria e nel capoluogo, parla con La Nazione della tornata elettorale perugina, dei motivi per i quali a suo avviso si è andati ai supplementari, analizzando – con l’onestà politica e intellettuale che lo caratterizza – le diverse sfaccettature di una sfida che è stata e sarà ancora avvincente. E si comincia dai numeri: rispetto ad Andrea Romizi, infatti, Margherita Scoccia ha perso circa 11mila preferenze. "Beh – dice Prisco –, intanto c’è da tener conto che ci sono stati 4mila votanti in meno rispetto a cinque anni fa. Poi non fatico ad ammettere che c’è stato anche un certo riposizionamento fisiologico degli elettori che quando avvertono che la partita elettorale è contesa, decidono di ‘tornare’ dalla propria parte per motivi ideologici. Altri invece preferiscono un giudizio “più oggettivo” sulle proposte. Devo però anche dire – aggiunge – che Margherita Scoccia è stata bravissima e la coalizione che la sostiene è andata a pescare ben oltre il centrodestra: lo dice il confronto con il voto delle Europee, dove abbiamo raccolto quasi 37mila preferenze, mentre Scoccia ha superato abbondantemente le 40mila. Il contrario per i nostri avversari nella stessa giornata che hanno invece ceduto. Aggiungo che nel 2019 il fronte della sinistra era frazionato e reduce dagli effetti di Concorsopoli...". Certo, nessuno a gennaio si aspettava che Vittoria Ferdinandi potesse raggiungere quei numeri. "Ma non è vero – ribatte Prisco – ed è proprio perché il centrosinistra ha ritrovato una compattezza inaspettata, a cui si sono aggiunti i Cinquestelle e Azione: nel 2019 il quadro era totalmente frammentato. E questo è certamente accaduto perché hanno scelto un candidato in grado di ricompattare quell’area".

In effetti un testa a testa così nessuno lo aveva mai visto a Perugia: era obiettivamente più facile pensare che una delle due candidate vincesse al primo turno vista la polarizzazione del voto. "Esatto – riprende il segretario di FdI –, i voti sono stati massimizzati in questo senso e gli altri tre candidati, tutti di valore, malgrado il proprio impegno, sono stati quasi del tutto risucchiati". Qualche lista di centrodestra però non ha risposto alle aspettative... "E’ sempre difficile dare un giudizio. So che tutti hanno dato il massimo".

Di certo la candidata del centrodestra ha preso un punto percentuale in meno proprio rispetto alle liste che la sostenevano, la Ferdinandi uno in più. "Questo di solito accade quando una coalizione si presenta con candidati in lista molto forti, accadeva anche a me quando il candidato sindaco della sinistra stravinceva di molti punti".

Forse però qualche errore in campagna elettorale lo avete fatto... "Non è un errore, ma essere troppo corretti e rispettosi rispetto alle “fake news” o all’alterazione della realtà, che ci ha sicuramente penalizzato in alcuni momenti rispetto ai nostri avversari, che le hanno invece cavalcate. Lo stile è un valore ma non sempre ti premia elettoralmente. Io preferisco sempre raccontare le miei idee e confrontarle con quelle degli altri. Evidente non è per tutti così".

Ma insomma Prisco, come finisce il ballottaggio? "Vince Margherita. Perugia vuole un sindaco di tutti, anche di quelli che non la pensano come noi e che rispetti le specificità di una città come la nostra. Dividere la città non è quello che chiederei ad un sindaco di qualunque parte politica sia".