Carabinieri
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Perugia,7 dicembre 2019 - Un bel viso, ora sfigurato dalle botte. E poi parole, poche e lapidarie, a commento di un post che contiene quattro foto drammatiche: «Così mi ha ridotto divertendosi». E’ il racconto che una donna di 22 anni fa su Facebook delle violenze subite dal fidanzato, umbro, più grande di lei di qualche anno e, a quanto pare, non nuovo a questo tipo di “manifestazioni“. Lo stesso racconto che la ragazza ha fatto anche ai carabinieri che hanno raccolto la sua dolorosa denuncia.
Il post è piombato su Bastia Umbria come fosse una “bomba“. Una cittadina tranquilla che, da un momento all’altro, si trova a essere teatro di una storia di violenza. E sono quelle quattro foto a raccontare tutti. La giovane donna posta gli esiti delle botte: occhi tumefatti e labbra gonfie, il volto drammaticamente “tipico“ di chi le ha prese dalle mani di chi la doveva proteggere, di chi avrebbe dovuto aver cura di lei. Ci sono altri due scatti postati su facebook: ritraggono le spalle e le braccia, segnate anche quelle, forse dai morsi. E poi quelle parole, «così mi ha ridotto divertendosi»: un’accusa, una denuncia, il coraggio di mostrarsi, vittima di violenza. Facebook, d’un tratto, si mostra quella piazza virtuale che è: in decine commentano le foto e quel viso rovinato dallo sfogo insensato di qualcuno. Il post viene condiviso e alla ventiduenne tutti consigliano di denunciare.

Ma lei dai carabinieri c’era già andata. Dai carabinieri e in ospedale. Ai militari la ragazza ha raccontato quei momenti, gli istanti della violenza, quando quello che credeva potesse essere l’uomo della sua vita ha mostrato il suo vero volto. Le botte, gli schiaffi, i capelli tirati, i morsi. Tutto, doloroso e incredibile, spaventoso e fin troppo reale. Ai medici, che l’hanno accolta e medicata, ha raccontato la stessa drammatica storia. I dottori le hanno assicurato che tutto tornerà come prima. Il suo splendido viso, almeno.

Il gonfiore si attenuerà e i lividi pian piano spariranno: allo specchio tornerà a vedersi come sempre. Più difficile, con tutta probabilità, sarà curare le ferite dell’anima. Dieci giorni di prognosi, le è stato detto in ospedale. Per quello che si vede in foto, per il volto sfigurato. Poi, certo, gli strascichi psicologici della violenza saranno più difficili da curare. Intanto la ventiduenne ha mostrato un coraggio non comune: quello di denunciare, di andare dai carabinieri a raccontare quei drammatici momenti. E i militari hanno avviato, come di routine in queste circostanze, le loro indagini.
Annalisa Angelici