La Passione in scena I Riti del Venerdì Santo

Al via stasera in tutta l’Umbria le celebrazioni di Pasqua con Vie Crucis, sacre rappresentazioni e processioni del Cristo Morto

La Passione in scena I Riti del Venerdì Santo

Al via stasera in tutta l’Umbria le celebrazioni di Pasqua con Vie Crucis, sacre rappresentazioni e processioni del Cristo Morto

rPERUGIA

Sono i riti del Venerdì Santo ad aprire oggi le celebrazioni religiose di Pasqua in un suggestivo e avvolgente intreccio di antichissima spiritualità, tradizione e teatro. La rievocazione della Passione di Gesù trasforma stasera l’Umbria in un palcoscenico solcato da Vie Crucis, sacre rappresentazioni, processioni del Cristo Morto, Quadri Viventi.

Ecco i principali appuntamenti di un itinerario ricchissimo. Si comincia a Perugia con appuntamento alle 21 in piazza IV Novembre con la Via Crucis, che sarà animata dai cavalieri del Santo Sepolcro e dal gruppo di Comunione e Liberazione (le offerte raccolte sono destinate alla Terra Santa). Passando al Trasimeno, tra le tante processioni che si rinnovano questa sera hanno un posto a parte i “Quadri Viventi“ di Città della Pieve che il Terziere Borgo Dentro allestisce nei locali sotterranei della Taverna di Palazzo Orca: tornano a Pasqua, domenica 31 e lunedì primo aprile (dalle 16 alle 19) e sono ispirati alla Porta Nord del Battistero di Firenze di Lorenzo Ghiberti in un percorso, tra la Passione, la Morte e la Resurrezione di Cristo.

Tornando ai riti del Venerdì Santo si impongono tre antichissime e grandiose processioni del Cristo Morto. A Città di Castello la cerimonia, che si ripete da più di ottocento anni, si apre alle 21.30 da piazza Santa Maria Maggiore e prosegue verso corso Vittorio Emanuele II fino a piazza Gabriotti dove, davanti alla Cattedrale dei Santi Florido e Amanzio, i fedeli si fermano in preghiera.

A Gubbio la processione e si snoda dalle 19.30 dalla Chiesa di Santa Croce della Foce, preceduta alle 17.30 dal rito delle donne di Cantiano relativo alla “Unzione delle Sante Piaghe di Gesù”, per attraversare l’intero centro storico, tra fuochi e canti del Miserere. A Gualdo Tadino, stasera alle 20.45 sfileranno per le vie del centro oltre 200 personaggi in costumi d’epoca, dalla chiesa di San Francesco, dove c’è il simulacro del Cristo morto, custodito dalla Confraternita della SS.ma Trinità per finire alle 22, in piazza Mazzini, con la Crocifissione

Suggestioni anche a Foligno con la Via Crucis delle 18.30 e soprattutto con Sacra rappresentazione di Fiamenga, che alle alle 21 festeggia l’edizione dei 50 anni con dieci quadri, centinaia di personaggi e due ospiti speciali: Claudio Pesaresi, nei panni di Erode e probabilmente anche Andrea Paris. E ancora, Spoleto propone oggi alle 15 la Via Crucis alla Casa Famiglia Oami di Baiano con persone diversamente abili e alle 21 la Via Crucis al Giro della Rocca mentre a Spello torna per la XXIV edizione, alle 20.45, la Via Crucis d’Autore: una processione lungo le vie del centro con soste davanti ai quadri per ascoltare il messaggio evangelico, tra spiritualità, emozione, cultura.

Grande misticismo a Bevagna con la Processione del Cisto Morto alle 21 con la Confraternita della Misericordia in tunica nera e cordone viola e a Cascia dove la Confraternita della Buona Morte propone alle 21.30 l’antichissima Processione del Cristo Morto. A Norcia si inizia alle 15.30 alla piazzetta del Monastero di Sant’Antonio, quartiere Capolaterra, con la Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo de il ‘Pianto della Madonna’ di Jacopone da Todi e alle 21 parte la Processione del Cristo Morto, sempre da Capolaterra.

A Terni la Processione del Cristo morto si snoda alle 21 lungo le vie del centro cittadino dalla chiesa di san Francesco alla Cattedrale. Alle 21, c’è anche la rievocazione della Passione con figuranti in costumi d’epoca, itinerante, al Parco Campacci al Belvedere Superiore della Cascata delle Marmore, con 130 figuranti in costume. Sempre stasera a Orvieto si svolgono tre distinte processioni della Via Crucis del Venerdì Santo, nel centro storico, a Sferracavallo e a Orvieto scalo.

Sofia Coletti