Crocifisso a scuola
Crocifisso a scuola

Castiglione del Lago (Perugia), 18 maggio 2015 -  La sagoma nera tracciata sul muro disegna l'inconfondibile profilo di una croce. Un crocefisso, o meglio un tao, con la scritta Jesus (Gesù) in stampatello al centro e alcuni fiorellini stilizzati in basso, che adorna il muro di una classe dell'istituto di istruzione superiore «Rosselli-Rasetti» a Castiglione del Lago. Chi se lo aspettava che ieri quell'innocente disegno potesse far scoppiare un caso. Complice il tam tam via internet ad un certo punto del pomeriggio si è sparsa la notizia che gli studenti di seconda che avevano dipinto quella figura sul muro erano stati puniti. Nota disciplinare a tutta la classe, proprio a causa del graffito a sfondo religioso non autorizzato. Apriti cielo. Dopo il caso dell'aggressione alla ragazzina che portava la catenina con la croce al collo, un altro caso con al centro l'immagine sacra pronto ad esplodere. «Non avevamo il crocefisso in classe e lo abbiamo disegnato» avrebbero riferito i ragazzi al portale web «Perugiatoday», aggiungendo tra l'altro come tra di loro ci sia anche un ragazzo musulmano che non avrebbe sollevato alcuna obiezione di fronte al nuovo «arredo scolastico» e quanto i rapporti tra alunni di fede religiosa diversa siano quanto mai distesi.

A gettare acqua sul fuoco prima ancora che la polemica divampi è però il dirigente scolastico della «Rosselli-Rasetti», Eleonora Tesei: «Non c'è nessun caso - sostiene il preside dell'istituto scolastico castiglionese - semplicemente perché non è successo niente». La Tesei fornisce la sua versione dei fatti su quello che pare essere soltanto un grande equivoco: «Dai ragazzi - afferma - non mi è mai pervenuta alcuna richiesta perché in classe potesse essere autorizzata l'affissione di un crocefisso, quindi io non ho negato loro alcun permesso in tal senso». Il disegno non sarebbe nemmeno di recente realizzazione: «Mi risulta che sia lì da ottobre, praticamente dall'inizio dell'anno scolastico insomma, perché gli alunni l'hanno dipinto di loro spontanea volontà». Anche riguardo al presunto provvedimento disciplinare preso nei confronti dell'intera classe una volta che la «marachella» era stata scoperta, il dirigente scolastico è categorico: «Non c'è nessuna nota né niente di simile». Pare insomma che il crocefisso abbozzato sul muro della classe della «Rosselli-Rasetti» possa restare lì dov'è, almeno fino a quando non verrà cancellato da una passata di vernice bianca. A quel punto, però, non si parli di gesto blasfemo. Sarebbe solo la logica della manutenzione ad avere inevitabilmente il sopravvento.

Luca Vagnetti