Luigi Chiatti
Luigi Chiatti

Perugia, 19 agosto 2014 - Luigi Chiatti, l'ex geometra noto alle cronache come il 'mostro di Foligno', arrestato  nel 1993 per avere ucciso il piccolo Simone Allegretti, di quattro anni e poi Lorenzo Paolucci, di 13), ha scritto a un amico conosciuto in carcere. Il settimanale Oggi rivela "in esclusiva" il contenuto di quelle lettere. "Vedo un bambino di sei-sette anni. Il bambino - scrive Chiatti - esce da un edificio sotto la pioggia, corre in pigiama leggero, la via che percorre mi da' la sensazione che sia quella dove c'e' l'ingresso dell'ambulatorio di mio padre a Foligno ad un certo punto lo vedo in un vicolo cieco di un centro storico di citta', ha accanto a terra un enorme (quasi come lui) pezzo di pane spezzato e scavato dalla mollica, la punta di un filone di pane, lo mangia spezzando dei pezzi... c'e' credo anche un altro bambino, li' si sente al sicuro".

Chiatti - spiega Oggi in una nota - racconta all'amico i suoi sogni, come quello di "armeggiare di nascosto con un dito di mano intero distaccato, tagliato di netto. Non si vedono perdite di sangue... e' come fosse irrorato di sangue. Mi diverto, lo prendo e lo attacco per pressione tra le dita". Nelle lettere - sempre secondo il settimanale - compaiono "scarafaggi rossi", "conigli scuoiati, cotti, lessati, tagliati per lungo a meta', da fare a pezzi con le mani", ma anche insetti "da schiacciare", soprattutto i piu' piccoli, e "mucche da fare a pezzi con le forbicine della Chicco".

"L'animale rappresenta qualcuno di indifeso. Far loro del male, in sogno, sintetizza il desiderio di sopraffare. Ma potrebbe anche essere che la mente di Chiatti stia rielaborando i delitti", spiega Luana De Vita, psicoterapeuta, esperta di criminologia, docente all'Universita' Sapienza di Roma. "Il mio fine pena e' il 19 ottobre del 2015" scrive ancora Chiatti all'ex compagno di detenzione. Il giovane sta scontando 30 anni di reclusione dopo che in appello gli venne riconosciuta la seminfermita' di mente. Sentenza confermata in maniera definitiva dalla Cassazione il 4 marzo del 1997. Una volta scontata la condanna Chiatti sara' comunque sottoposto ad una misura di sicurezza che prevede un eventuale ricovero in un ospedale psichiatrico giudiziale se dovesse essere riconosciuto ancora socialmente pericoloso.

Guido Bacino, uno degli avvocati di Chiatti fa sapere che "quei sogni non sono nulla di segreto o di nuovo. Chiatti ne ha già parlato col personale del carcere". Il legale dell'ex geometra di Foligno, parlando con l'Ansa, sulle lettere scritte dal carcere dal suo assistito ribadisce che "si tratta di cose gia' conosciute". "Il contenuto - aggiunge l'avvocato Bacino - non ha nulla a che vedere con la vicenda processuale di Luigi Chiatti. Non c'entrano nulla". Chiatti si trova attualmente rinchiuso nel carcere di Prato in una sezione protetta. Ha contatti con i compagni di detenzione e riceve di tanto in tanto la visita dei genitori adottivi. 

Intanto Luciano Paolucci, il padre del piccolo Lorenzo, ucciso il 7 agosto 1993, commenta così le lettere del 'mostro di Foligno': "Ho gia' perdonato Luigi Chiatti ma non perdonerei chi lo dovesse far uscire dal carcere se non in condizioni di assoluta sicurezza": Il papa' di Lorenzo, è da tempo impegnato per il sostegno all'infanzia con la sua associazione. Paolucci, ricorda che "Chiatti disse in tribunale che e' nel suo Dna uccidere ancora". "Se dovesse uscire dal carcere - prosegue - lo vorrei prima incontrare".