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25 mag 2022

Caos Poste, uffici chiusi "Utenti abbandonati"

Sindacati sul piede di guerra: "Disagi aumentati, bisogna invertire la tendenza". Lettera del sindaco Secondi, Poste Italiane invita gli utenti a recarsi a Cerbara

25 mag 2022
Il sindaco Luca Secondi
Il sindaco Luca Secondi
Il sindaco Luca Secondi
Il sindaco Luca Secondi
Il sindaco Luca Secondi
Il sindaco Luca Secondi

Caos Poste a Città di Castello dove l’ufficio centrale di via Gramsci è chiuso fino al 28 maggio per lavori e ieri, anche l’altro sportello al centro commerciale Belvedere era ugualmente chiuso. Così gli utenti si sono ritrovati di fatto nella zona del capoluogo senza servizio postale perchè quello sostitutivo in via Togliatti è aperto solo part time, tre volte a settimana, avendo mantenuto gli stessi orari del periodo pandemico. Attorno a questa vicenda sta montando una pesante polemica legata al fatto che le altre sedi di Poste del territorio - che dovrebbero assorbire l’utenza - sono distanti per i più anziani, ma soprattutto effettuano aperture a singhiozzo e nel tal caso si formano lunghe file. Numerosi utenti ieri da via Gramsci si sono spostati in via Togliatti per poi trovare chiuso. Tanti i disagi che vengono segnalati nei social, altrettante le segnalazioni in Comune. Così il sindaco Luca Secondi ha scritto alla direzione di Poste Italiane chiedendo di aumentare le ore di apertura della sede al centro commerciale Belvedere, al fine di contenere disagi all’utenza del capoluogo. Ma ancora nulla. In una nota ufficiale diramata ieri Poste Italiane invita gli utenti a recarsi a Cerbara e precisa che l’ufficio postale di via Gramsci "resterà chiuso per lavori infrastrutturali fino a venerdì 27 maggio, così come comunicato tramite avviso nella sede stessa, e riaprirà la mattina di sabato 28 maggio. Nei giorni di chiusura sarà disponibile nell’ufficio postale di Cerbara uno sportello dedicato per la consegna di pacchi, corrispondenza inesitata e operazioni radicate nella sede di Città di Castello, dotato anche di Postamat". Su piede di guerra i sindacati: "Dopo le banche anche le poste ‘abbandonano’ i cittadini utenti. Bisogna invertire la tendenza. Recentemente i disagi per la comunità tifernate ad usufruire dei servizi postali sono aumentati spaventosamente per chiusura (in particolare delle sedi periferiche) e per riorganizzazioni e riduzioni di orario di accesso degli uffici".

In una nota Fabrizio Fratini (Cgil), Antonello Paccavia (Cisl) e Sandro Belletti (Uil) ritengono "inconcepibile e inaccettabile che la sede succursale sia aperta e operativa a giorni alterni in concomitanza della chiusura della sede centrale cittadina – commentano in una nota - Da tempo, insieme alle strutture dei pensionati e alle categorie dei lavoratori bancari e postali richiamiamo l’attenzione sulla tenuta e accessibilità di questi servizi". Cgil, Cisl e Uil organizzeranno "un’iniziativa pubblica che affronterà in maniera organica e complessiva la presenza qualitativa e quantitativa di questi servizi nel territorio".

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