Altotevere, l’economia che resiste: "Ora progetti e infrastrutture"

Summit tra Confindustria e sindacati sulla ’salute’ del territorio. Il sistema tiene, ma serve il cambio di passo

Altotevere, l’economia che resiste: "Ora progetti e infrastrutture"
Altotevere, l’economia che resiste: "Ora progetti e infrastrutture"

Uno scenario economico che – nonostante la crisi globale, i rincari di energia e delle materie prime – tiene abbastanza bene. L’economia in Altotevere sembra essere sotto controllo anche se si sta assistendo sempre più alla cessione di rami di aziende alle multinazionali. Tra le problematiche ancora irrisolte la grande questione legata alle infrastrutture, carenti nel territorio, che limitano lo scambio di merci o dati, su corridoi veloci. Si è parlato di tutto questo nell’incontro tra le organizzazioni sindacali e il presidente dell’Associazione Industriali Altotevere Raoul Ranieri per fare il punto sulla situazione economico produttiva.

"L’analisi condivisa tra le parti ha fatto emergere una forte tenuta del sistema produttivo industriale del territorio, nonostante il difficile periodo della pandemia, le crisi internazionali e le guerre che lasciano campo aperto alla speculazione e all’aumento dei prezzi, generando forte incertezza di tutto il sistema economico mondiale": così si legge in una nota condivisa a margine dell’incontro e diramata dai sindacati di Cgil Cisl e Uil. "Le attività economiche dell’Altotevere si sono adeguate anche alle novità tecnologiche e di sistema che la situazione attuale impone, in vari casi si è ricorso a cessioni di rami di azienda o acquisizioni che hanno determinato un dimensionamento maggiore delle imprese con un’importante presenza delle multinazionali che le ha rese più competitive, al contempo si sono aperti scenari nuovi con pregi e difetti che tali trasformazioni comportano".

Sindacati e Confindustria hanno condiviso la valutazione che le infrastrutture, perenne debolezza dell’Altotevere, "debbano essere sbloccate poichè sempre più strategiche per il futuro dell’economia territoriale. L’impresa per essere competitiva nei mercati internazionali, non può più rinunciare al cablaggio del territorio con connessioni a banda larga e ultralarga o a un adeguato sistema stradale e ferroviario, di cui si continua a parlare, ma ancora non nei fatti". Per far fronte all’incremento del costo delle materie prime e dell’energia che spesso influenzano la capacità produttiva e competitiva delle singole imprese, Cgil, Cisl e Uil hanno avanzato l’ipotesi della costituzione di "comunità energetiche sfruttando pienamente la legislazione favorevole, per mitigare i costi energetici per le imprese e le comunità del territorio".