REDAZIONE UMBRIA

Al via la demolizione del “Verdi“. Ruspe in azione sul retro del Teatro

L’operazione, prevista in un paio di mesi, riaccende le polemiche sul progetto: "Sarà una struttura inutile"

Cominciata la fase dell’abbattimento del “Verdi“

Cominciata la fase dell’abbattimento del “Verdi“

E’ scattata l’operazione di demolizione del Teatro Verdi. Gru, pinze e ruspe in azione nella parte restrostante della struttura, in pieno centro. Risolta la questione dei nidi di rondine che aveva ritardato l’inizio dell’abbattimento, ecco che è entrato in funzione il braccio demolitore della gru. Lo specifico intervento dovrebbe durare un paio di mesi, poi è prevista la realizzazione del ridotto. "L’intervento complessivo di restauro e ristrutturazione interessa l’intero edificio del Teatro comunale Verdi e prevede un finanziamento di 14 milioni di euro (missione 5 componente 2 linea d’intervento 2.1 ) – si legge in una scheda tecnica del Comune – L’edificio, inutilizzato da anni (dal 2011 per la precisione ndr), necessita di una ristrutturazione degli spazi funzionali, di adeguamento sismico, impiantistico ed antincendio. Il progetto di recupero è scaturito da un concorso di progettazione in due fasi che ha portato ad una nuova articolazione degli spazi sia della sala spettatori e dei palchi, alla realizzazione di un “ridotto” per 220 posti di uso indipendente, alla nuova torre scenica con le attrezzature scenotecniche necessarie, alla nuova copertura, all’abbattimento di ogni barriera architettonica e alla nuova impiantistica generale. L’intervento è articolato in due stralci: il primo stralcio funzionale che porterà alla realizzazione del volume centrale e del solo ridotto interrato, dispone delle risorse necessarie per essere realizzato. Il secondo stralcio consentiirà il completamento del restauro e la funzionalizzazione dell’intero Teatro".L’avvio della demolizione riaccende le polemiche. "Come cittadino ternano mi vergogno che nonostante le lotte di questi anni un progetto del genere vada avanti", tuona Paolo Leonelli, architetto, prima paladino del rifacimento del Teatro storico, “polettiano“, poi consulente del progetto per il sindaco Stefano Bandecchi, incarico da cui si è dimesso nei mesi scorsi. "E’ inutile che il sindaco dica che il progetto non va bene e poi non viene preso alcun provvedimento – attacca Leonelli – , ma mi chiedo anche dove siano finite le associazioni culturali: tutti zitti. Basterebbe fare un atto votato da maggioranza e oppoisizione per fermare questo scempio. Si pagherebbero penali, è vero, ma potrebbero essere ammortizzate e comunque è ancora più grave il ’costo’ di realizzare una struttura inutile. Intendono fare il ridotto, ma il ridotto c’è già, ne avremo due. La loro idea è il cinema-teatro ma noi abbiamo bisogno di un teatro all’antica, dove si fa opera e l’acustica è prefetta. Il futuro è il teatro storico"

Ste.Cin.