Venerdì affronta la Juve. Mazzarri diventa l’arbitro dello scudetto

L'Inter vince 3-0 contro il Napoli, grazie a una grande prestazione di Calhanoglu e Barella. Inzaghi e la sua ampia rosa possono mantenere alto il rendimento della squadra, mentre il Napoli ritrova lo spirito dello scudetto.

Barella in slalom come Tomba nel cuore dell’area napoletana. È l’immagine che consacra la grande serata interista allo stadio Maradona. I campioni d’Italia, rivitalizzati da Mazzarri, finiscono in ginocchio e Inzaghi sorpassa di nuovo la Juve per riprendersi la testa della classifica.

Se la banda Allegri è campionessa di cinismo, con i tanti successi in extremis e la vittorie di corto muso, l’Inter dimostra di avere una marcia in più, una superiore dimensione di gioco, una qualità offensiva che la sua grande rivale ancora rincorre.

Dove non arriva la coppia magica Lautaro-Thuram, arrivano i mostri di qualità del centrocampo interista; Calhanoglu con un missile terra-aria e Barella prodigioso nel controllo stretto della palla tra i paletti della difesa napoletana. Il tutto sorretto da una condizione fisica eccellente, che permette all’Inter di spingere sull’acceleratore nella ripresa fino al 3-0 finale firmato Thuram.

È vero che nel lungo duello Allegri ha il vantaggio di non giocare le Coppe, ma l’ampia rosa di Inzaghi (otto cambi rispetto al Benfica) può mantenere ai vertici il rendimento della squadra.

Spinto dal fuoco del Maradona, il Napoli ritrova il clima che ama. E come per incanto riappare lo spirito dello scudetto, il cemento umano dei giorni migliori e una brillantezza di giocate che riesce a stordire perfino l’Inter.

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