Le Deva e Orietta Berti (foto Marco Piraccini)
Le Deva e Orietta Berti (foto Marco Piraccini)

Sanremo, 5 marzo 2021 - «Prima di salire sul palco Orietta Berti ci ha fatto il suo grande in bocca al lupo, come se tutte quante fossimo una cosa unica – raccontano Le Deva, formate da Laura Bono, Greta Manuzi, Roberta Pompa e Verdiana Zangaro – È stato emozionante e probabilmente questa coesione fra tutte noi è arrivata forte e chiara anche al pubblico e all’orchestra, che ci ha messo al secondo posto. Il fatto di essere state votate e apprezzate così tanto da professionisti della musica ci inorgoglisce e rende ancora più felici per quello che siamo riuscite a fare: il bel canto finalmente ha vinto su tutto. Siamo immensamente grate a Orietta, al nostro team, alla vita e alla musica». Così il quartetto vocale ha espresso la propria grande soddisfazione dopo la serata delle cover al festival di Sanremo dove hanno cantato insieme a Orietta Berti Io che amo solo te di Sergio Endrigo. Un'occasione che ci ha permesso di parlare con una di loro, Roberta Pompa, che ci ha raccontato come sono arrivate alla rassegna. 

Siete quattro voci differenti che si sono fuse insieme, da quale formazione provenite?

Ognuna di noi ha un percorso singolo e diverso: io ho sempre fatto pop, Laura è cantautrice, Verdiana è la nostra jazzista top, Greta invece è l'anima più legata al Rhythm'n'Blues. Tocchiamo un po' tutti i generi, però ci siamo unite per creare una "bomba atomica" al femminile. Abbiamo trovato solo giovamento da questa unione perché ognuna dà qualcosa all'altra.

Avete pensato di presentarvi come interpeti o vi sentite anche compositrici?

Entrambe le cose. Nel nostro primo disco "Quattro" ci sono brani nostri scritti in collaborazione con Marco Rettani. All'interno del secondo album che stiamo ancora preparando, ci saranno più pezzi scritti da noi e quindi tanto de Le Deva. Abbiamo sfruttato questo periodo di isolamento per continuare a lavorare insieme grazie alle tecnologia. I frutti li vedremo in questa nuova produzione che speriamo possa uscire entro l'anno

Vi proponete di essere anche gruppo a cappella?

Non ci abbiamo mai pensato, anche se a volte l'abbiamo fatto dopo che ci era stato chiesto a bruciapelo, dividendoci le parti in pochi secondi. Chissà, potrebbe essere un'idea.

Come è nato l'incontro con Orietta Berti?

Il nostro autore guida Marco Rettani è anche uno degli autori del brano che Orietta ha portato a Sanremo. E' stato un incontro casuale in studio. Lei ha ascoltato alcuni brani, le sono piaciuti e ha detto: ragazze, venite a Sanremo con me quest'anno. E noi ovviamente abbiamo accettato, onorate e felici di questa proposta di salire su un palco così importante insieme a un pilastro della musica italiana. Poi va detto: ha una voce pazzesca ed è una grande professionista, quindi noi da lei abbiamo solo da imparare. Sia come persona sia dal punto di vista lavorativo,.

L'atmosfera sul palco come l'avete vissuta?

Avevamo una tachicardia che non provavamo da tempo.  Ritornare dopo un anno su un palco come quello dell'Ariston, con un'orchestra di musicisti pazzeschi, è stato magico.  Le sensazioni che ho avuto, e parlo per me, dietro le quinte e andando verso la scena non le avevo da anni. Mi sono sentita come una bambina, anzi come Roberta trentenne con un emozione incredibile, ma anche con tanta consapevolezza e tanta gratitudine,

Avete pensato a come portare in tour il vostro repertorio, una volta finita l'emergenza sanitaria?

Sinceramente no, per adesso siamo concentrate sul disco. Però non vedo l'ora di ritornare in sala prove tutte insieme con i nostri musicisti per lavorare e sviluppare i nostri brani.