DARIO NARDELLA *
Teatri

"La tua cinepresa mostrò l’alluvione e arrivarono gli Angeli del Fango"

di Dario Nardella *

Caro maestro, nel giorno in cui celebriamo i 100 anni dalla tua nascita, è come se tu non te ne fossi mai andato davvero.

Poco prima di quel giorno di giugno del 2019 quando ci lasciasti ci eravamo parlati come eravamo soliti fare: eri un vulcano di idee, progetti, sogni. Con te ho avuto l’onore di condividere proprio uno dei sogni più belli, il Centro internazionale per le Arti dello Spettacolo che ha sede a San Firenze, un archivio dell’immane materiale raccolto nei decenni di successi nel cinema, scenografia, teatro, lirica. Volevi un luogo da lasciarci come monumento, dove radunare tutta la tua eredità artistica e spirituale. Ne parlammo una prima volta nel 2014, a Roma, e poi quando sei venuto a visitare il palazzo dell’ex tribunale te ne sei innamorato e avevi confermato che tutta la tua collezione sarebbe andata lì, nella tua e nostra città.

Ricordo che in quel periodo molte altre capitali del mondo volevano ospitare la tua collezione e offrire la sede per la fondazione, da Londra a New York. Ma noi fummo più determinati e veloci e oggi è qui che vivono i tuoi ricordi, la tua storia, la tua passione, il Centro che raccoglie la tua vita professionale. Come flash mi vengono in mente aneddoti e ricordi. Come quando ti scagliasti contro il mancato conferimento del Fiorino d’ora ad Oriana Fallaci e volesti mettergliene uno tu stesso nella tomba. Con l’alluvione del 1966, corresti subito, con la cinepresa in mano, e regalasti a noi e al mondo le immagini potenti e memorabili di una città in ginocchio facendo accorrere al suo capezzale centinaia di giovani Angeli del fango con stivaloni e sorriso negli occhi. Un’altra immagine di te è quella con la maglia viola: eri un tifoso vero e appassionato, spesso sugli spalti, anche in questo caso mai avvezzo a compromessi. Oggi ti dedicheremo un’intera giornata con iniziative di prestigio, per preservare il tuo ricordo e tramandare la tua memoria. A salutarti saranno anche le Frecce tricolori nel cielo di Firenze. A te intitoleremo una delle più suggestive terrazze della città, un Belvedere vicino a piazzale Michelangelo, sulla riva sinistra dell’Arno, dal quale ammirare il panorama in tutta la sua bellezza: sarà un modo per sentirti a noi ancora più vicino e per legare il tuo nome per sempre alla tua Firenze.

* Sindaco di Firenze