Siena, 14 luglio 2019 - "Ma che succede?", "Cos’è questo rombo di motori?". Poi si capisce. Moto. Potenti. Capaci di volare. Come Tale e quale, il barbero alato spinto da Tittia oltre il bandierino. Aprono il corteo della vittoria della Giraffa ricordando a tutta la città un successo che fa ancora rumore. Uno ‘Scatto al fotofinish’, dice il cartello dei piccoli giraffini. Loro il futuro di una Contrada con tanti giovani che hanno interpretato i ruoli del medico e delle majorettes, suonando e ballando a volte anche con accostamenti irriverenti. Una Giraffa che ha riempito Siena, e un centro storico un po’ assonnato, di palloncini. Ad evocare quello che teneva il bambino del Drappellone dipinto da Massimo Stecchi. Identici a quelli che da bambini si lasciavano andare per capire che direzione avrebbe preso il Palio.

Eh sì, questo è proprio stato l’anno del giraffone, rielaborando il titolo del famoso film di Michael Cimino. I turisti chiedono ai senesi perché c’è questa festa. Per quale ragione solo adesso se si è corso il 2 luglio. Cercano di capire. Soprattutto si divertono ma è difficile comprendere come mai sono ‘strafatti di vittorie’ i contradaioli. Perchè è in corso un safari. Non spaventa la sirena dell’ambulanza con medici e infermieri in azione intorno al paziente in barella: tutti sanno che quello vinto è stato un ‘cardio-Palio’. Il capitano Stefano Casini è specialista in questa branca, nella vita dunque e adesso anche nella Festa. Visti i tanti successi che la marea bianca e rossa sbandiera, si potrebbe pensare che non c’è più ‘fame di Palio’. E invece è ancora tanta. E il Drappellone, annunciato dai tamburini, è lì a dimostrarlo. Dietro Tittia, capitano e mangini, il priore. Il popolo che canta. I palloncini bianchi che il 2 luglio sono volati verso Provenzano.

La.Valde.