"Matrimonio mistico di S. Caterina d’Alessandria e S. Francesco d’Assisi"
"Matrimonio mistico di S. Caterina d’Alessandria e S. Francesco d’Assisi"

I capolavori del Rinascimento provenienti da Bergamo e Brescia, le due città che saranno capitali della cultura nel 2023, sono i protagonisti, fino al 16 gennaio, della tradizionale mostra di Natale a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, nella Sala Alessi a ingresso gratuito. Attraverso le opere realizzate a Bergamo da Lorenzo Lotto e quelle dei maggiori esponenti della scuola bresciana e bergamasca, come Alessandro Bonvicino, detto il Moretto, Giovan Girolamo Savoldo e Giovan Battista Moroni, l’iniziativa di Palazzo Marino intende illustrare i risultati più alti di questa stagione artistica, la cui vocazione naturalistica costituirà la principale fonte di ispirazione per il giovane Caravaggio, negli anni della sua formazione lombarda. La mostra, curata da Francesco Frangi e Simone Facchinetti, che omaggia la civiltà figurativa sviluppatasi nel corso del Cinquecento a Bergamo e a Brescia, è del tutto originale nell’attuale panorama italiano e capace di declinare in modo autonomo quella che Giorgio Vasari chiamava la "maniera moderna". L’evento espositivo è, inoltre, un omaggio a Roberto Longhi, il grande storico dell’arte , scomparso cinquant’anni fa, che proprio nell’ambito dei suoi studi sul maestro milanese seppe per primo valorizzare l’originalità della tradizione bergamasca e bresciana e il suo ruolo decisivo nella genesi del realismo caravaggesco.

Stazione Milano Centrale
Alla Galleria dei Mosaici il mondo del più misterioso artista inglese
Banksy in mostra alla stazione di Milano Centrale con la nuova esposizione "The World of Banksy - The Immersive Experience", aperta nella Galleria dei Mosaici sino al prossimo 27 febbraio 2022. La mostra presenta più di 30 nuove opere mai esposte prima, tra cui "Ozone Angel", "Steve Jobs", "Napoleon" e "Waiting In Vain", che vanno ad aggiungersi a lavori e murales realizzati da giovani artisti anonimi di tutta Europa. Il percorso presenta oltre 130 opere che raccontano il mondo del misterioso artista britannico, famoso per affrontare con ironia temi politici e di denuncia sociale. Vicino ai più iconici capolavori "Flower Thrower" e "Girl with Balloon" che lo hanno reso famoso in tutto il mondo, trova spazio anche una speciale sezione video che ripercorre la storia e il messaggio sociale dei murales realizzati da Banksy in strade, muri e ponti di tutto il mondo

A Brescia arriva Badiucao, l'artista dissidente cinese
Novità / In mostra fino a domenica 13 febbraio al Museo di Santa Giulia
Il Comune di Brescia e la Fondazione Brescia Musei, presieduta da Francesca Bazoli e diretta da Stefano Karadjov, presentano per la prima volta in Italia un nuovo progetto espositivo dell’artista dissidente cinese, residente in Australia, Badiucao (Shangai, Cina, 1986): la mostra "La Cina (non) è vicina. Badiucao – opere di un artista dissidente", a cura di Elettra Stamboulis, si terrà sino al prossimo al 13 febbraio 2022 negli spazi espositivi del Museo di Santa Giulia di Brescia. La mostra è l’evento di punta del Festival della Pace, che si è svolto lo scorso mese di novembre. L’evento, giunto alla sua IV edizione, vanta ad oggi il Patrocinio del Parlamento Europeo e di Amnesty International. L’esposizione è la prima personale dedicata a Badiucao, pseudonimo dell’artista-attivista cinese noto per la sua arte di protesta, attualmente operante in esilio in Australia. Il percorso espositivo ripercorre l’attività artistica di Badiucao, dagli esordi alle opere più recenti che sono nate in risposta alla crisi sanitaria innescata dalla pandemia di Covid-19. Badiucao, spesso conosciuto come il Banksy cinese, si è affermato sul palcoscenico internazionale grazie ai social media, coi quali diffonde la propria arte in tutto il mondo − il suo account twitter @badiucao è seguito da più 80 mila persone −, e sfida costantemente il governo e la censura cinese.

Ecco il Museo del Presepio di Dalmine Cinquecento ambientazioni differenti
La storia / L’esposizione permanente offre la possibilità di vedere natività del ‘700
Il Museo del Presepio di Dalmine (BG) è un’esposizione permanente, ospita su due piani più di cinquecento presepi differenti per epoca, provenienza, dimensione e materiale e rappresenta la varietà di stili delle scuole italiane. Le opere più antiche risalgono al Settecento, ad esempio è possibile ammirare un intero "scoglio" napoletano dell’epoca con 130 statue, accanto a statuine della tradizione bergamasca e di altre regioni d’Italia. Mette a disposizione immagini, pubblicazioni e risorse on line per chi vuole approfondire la conoscenza dell’arte presepistica. è tra i Musei riconosciuti ufficialmente da Regione Lombardia.
Durante la visita si possono ammirare splendidi esemplari di presepi napoletani del Settecento, secolo d’oro del presepio artistico, accanto a un grandioso presepi ad ambientazione biblica realizzati negli anni Settanta del secolo scorso. Un posto di rilievo nella collezione è occupato dal presepio bergamasco: in museo c’è la ricostruzione di una bottega artigianale ottocentesca, realmente esistita, che realizzava figure in gesso. Sempre in gesso è un prezioso presepio settecentesco genovese, opera dello scultore Garaventa. Accanto agli esemplari antichi troviamo opere d’arte presepiale contemporanea a testimonianza della diffusione, ancora attuale, di quest’arte antica. Tra le scuole oggi più attive, molto ben rappresentate sono quella siciliana, pugliese, sarda, ligure e trentina. Tra quelle europee, spiccano i meravigliosi presepi della Spagna e della Polonia. Inoltre si possono trovare ambientazioni con natività provenienti da tutti i continenti, dall’America Latina, all’Africa, all’Asia e persino dall’Australia. Presso il Museo del Presepio il visitatore può trovare una biblioteca specializzata, un archivio, una raccolta di presepi di carta, di francobolli, di immagini sacre, di cartoline e di musiche: il tutto inerente al Natale e al Presepio.