Da 165 anni protagonisti della storia della città. Non solo raccontando i fatti di cronaca ma anche come ispiratori degli eventi cittadini. Come è avvenuto nel 1930 quando la leggenda narra che Alfredo Bennati, corrispondente da Arezzo de La Nazione, fosse alla ricerca di una ricetta locale. Ma la scoperta nella biblioteca della Fraternita era un segno del destino. La rinascita della Giostra del Saracino prese slancio dal ritrovamento del giornalista: "Capitoli per la Giostra di Buratto", le regole di un torneo del 1677.
Fu sempre da queste colonne che la Fiera Antiquaria cominciò a volare. Era il 1967 quando il genio di Ivan Bruschi cominciò a immaginare l’idea vincente: il 2 giugno del 1968 il centro storico ospitò la prima Fiera. Al suo fianco Bruschi trovò La Nazione e un giornalista come Carlo Dissennati che ne cantò le gesta e contribuì a portare in tutta Italia il nome dell’Antiquaria, fino a farvi arrivare nomi illustri della cultura e dello spettacolo.
La cronaca di Arezzo, affidata agli albori ad Alfredo Bennati si è poi sviluppata sotto la lunga guida di Giuseppe Dragoni. Si sono poi succeduti come responsabili Mario D’Ascoli, Gianni Tiberi, Sergio Rossi, Erika Pontini e Federico D’Ascoli. La Nazione ha documentato le stragi naziste del 1944, l’aretino campione del mondo di pugilato Mario D’Agata nel 1956, il calcio amaranto per la prima volta in serie B nel 1966.
Dagli anni Duemila in poi la morte del poliziotto Emanuele Petri per mano delle Brigate Rosse a Castiglion Fiorentino e il tifoso della Lazio Gabriele Sandri ucciso all’autogrill di Badia al Pino da un agente della Polstrada. Fino alle dolorose vicende con vittime Guerrina Piscaglia, Martina Rossi, Sara Ruschi e Brunetta Ridolfi. Da 165 anni La Nazione racconta la terra d’Arezzo ogni giorno. Nel bene e nel male.
Federico D’Ascoli