
Un percorso interamente su sentieri nel bosco e strade bianche che unisce il Ponte della Pia alla Colonna di Monteriggioni...
Un percorso interamente su sentieri nel bosco e strade bianche che unisce il Ponte della Pia alla Colonna di Monteriggioni in un alternarsi di saliscendi di circa 32km e 950m di dislivello complessivo. Questo è il Sentiero numero 100 della Montagnola Senese che spazia tra i comuni di Sovicille, Siena, Casole d’Elsa e Monteriggioni attraversando il borgo di Tonni per poi toccare Pieve a Molli, raggiungere il Passo dell’Incrociati e da li Marmoraia, i ruderi del Castellare e di Casa Alteri, poi su per il Montemaggio e una lunga discesa che termina, dopo qualche centinaio di metri sul percorso della Via Francigena, alla Colonna di Monteriggioni. Ed è proprio qui, in un noto bar eletto a punto di ristoro d’eccellenza da pellegrini e escursionisti, che Luca e Giovanni (nella foto) sostano a fine tappa. Non nascondono di essere stanchi, ma dalle loro parole traspare anche tanta soddisfazione per aver portato a termine il Sentiero n° 100 in una unica tappa di circa 9 ore. Senesi, amici d’infanzia e compagni di banco accomunati da sempre dalla passione per la fotografia e più recentemente da quella per i trekking, i due hanno deciso da qualche anno a questa parte di ritrovarsi almeno un paio di volte al mese per delle uscite che li portano a camminare su sentieri boschivi nei dintorni di Siena, non disdegnando, talvolta, di spingersi su tratti più remoti dell’Appennino tosco-emiliano. "Nulla di particolarmente eccezionale - dicono - i nostri trekking sono alla portata di chiunque abbia un minimo di allenamento e la volontà di mettersi in gioco e spesso prevedono ricche colazioni e neanche troppo frugali pause pranzo nel mezzo al bosco". Perché è proprio il trekking unito a qualche nozione di sopravvivenza ed alla passione per la fotografia che li porta a godersi il loro girovagare per boschi tra salite e discese. ‘Tracce Selvagge’ non è soltanto il logo che hanno sulle maglie, ma l’identificativo in cui hanno voluto sintetizzare questo loro modo un po’ scanzonato di fare trekking senza per forza dover raggiungere mete blasonate ma cercando invece di riscoprire tutte quelle testimonianze di civiltà antiche e rurali, pievi, casali, ruderi e scorci panoramici di cui è ricco il nostro territorio per poi raccogliere video e foto sulle pagine Facebook e YouTube di ‘Tracce Selvagge’ che ci tengono a precisare non è una associazione ma soltanto l’essenza e al tempo stesso l’etichetta del contenitore di queste loro esperienze che condividono con gli amici e chiunque abbia piacere di seguirli.
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