E’ stata una vittoria di gruppo, quella centrata dalla Robur a Bagno di Gavorrano. Ma è stata anche la vittoria di mister Gilardino. Per come l’ha interpretata e gestita e nelle sostituzioni. Gilardino che è riuscito nell’impresa, non certo semplice, di rimettere in sesto uno spogliatoio con le ossa rotte, restituendogli un’identità e facendolo tornare "sereno ed entusiasta". A dargli una mano anche i nuovi arrivati, che del surrealefolle...

E’ stata una vittoria di gruppo, quella centrata dalla Robur a Bagno di Gavorrano. Ma è stata anche la vittoria di mister Gilardino. Per come l’ha interpretata e gestita e nelle sostituzioni. Gilardino che è riuscito nell’impresa, non certo semplice, di rimettere in sesto uno spogliatoio con le ossa rotte, restituendogli un’identità e facendolo tornare "sereno ed entusiasta". A dargli una mano anche i nuovi arrivati, che del surrealefolle mese gennaio-febbraio hanno soltanto sentito parlare.

A dimostrazione che il mister, ragione l’ha avuta fin dall’inizio, certo che con qualche ritocco, l’organico a disposizione sarebbe potuto arrivare lontano davvero. E non solo nelle intenzioni. Ora la promozione diretta è soltanto un miraggio, ma la possibilità di far bene, di onorare il finale di stagione e dare qualche chance alla speranza, questo Siena ce l’ha. Magari non potrà vincerle tutte, e guardare la classifica serve solo a disperdere energia (e alla Robur ne serviranno tante) ma i mezzi non gli mancano: con il Cannara ha vinto senza storia, con fierezza, con il Follonica Gavorrano stringendo i denti, con umiltà, pronto ad adattarsi al momento. Con una buona condizione fisica – di questo il merito a Bencardino e allo staff – e anche interpreti diversi, da una partita all’altra e nel corso degli stessi novanta minuti.

Leggi sopra: il gruppo sta facendo la differenza. In difesa, davanti a Narduzzo (che anche al Malservisi-Matteini ha realizzato un intervento che vale un gol) Farcas e Terigi si sono trovati insieme per necessità, eppure formano una coppia perfetta. Senza dimenticare De Angelis che, titolare dopo cinque mesi, è tornato come se per lui il tempo si fosse fermato. A centrocampo, il problema di Gilardino, è nel dover mettere in panchina la metà dei suoi uomini. Ché tutti meriterebbero il posto fisso. Certo che De Falco, con quei piedi, la differenza la fa. E davanti, Orlando, uomo partita di mercoledì, è il bianconero che oggi rappresenta l’anima della Robur: la forza a fronte delle difficoltà, fisiche e soprattutto mentali, lo spirito di sacrificio, la voglia di arrivare e la convinzione di farcela. L’"emozione meravigliosa" di una palla in rete. Una rete da tre punti.

Angela Gorellini