Si avvicina il momento della verità per la Robur. Tra i tanti pretendenti ad assicurarsi la neonata società in serie D c’è anche l’imprenditore romano Benedetto Mancini (foto a destra, a sinistra il sindaco De Mossi), che si dice pronto a far ripartire il calcio a Siena con "un programma ambizioso e duraturo". "Non nascondo un forte interesse per il Siena – sottolinea Mancini – emerso già qualche mese fa quando la società era in vendita. Purtroppo all’epoca non c’era le condizioni economiche per rilevare la Robur: troppi debiti e poca chiarezza mi hanno spinto a desistere, come poi, ho...

Si avvicina il momento della verità per la Robur. Tra i tanti pretendenti ad assicurarsi la neonata società in serie D c’è anche l’imprenditore romano Benedetto Mancini (foto a destra, a sinistra il sindaco De Mossi), che si dice pronto a far ripartire il calcio a Siena con "un programma ambizioso e duraturo". "Non nascondo un forte interesse per il Siena – sottolinea Mancini – emerso già qualche mese fa quando la società era in vendita. Purtroppo all’epoca non c’era le condizioni economiche per rilevare la Robur: troppi debiti e poca chiarezza mi hanno spinto a desistere, come poi, ho visto, hanno fatto anche gli altri soggetti che si erano avvicinati ad Anna Durio. Ma adesso, dopo essere stato ricontattato dall’assessore Benini, sono pronto a dimostrare la bontà del mio progetto tecnico, finanziario ma anche sociale e di legame col territorio. Nei prossimi giorni sarò a Siena per parlare con il sindaco e credo di avere argomenti convincenti e che il mio progetto sia apprezzato". Non sarà però facile ripartire, sia per tempi che per i costi. "Sinceramente non mi spaventano. Abbiamo tutto pronto, budget compreso. Tra il contributo iniziale di 400 mila euro e il resto a mio avviso solo per ripartire servono circa 2 milioni e mezzo. Ma ripeto, non è solo quello il punto: vorrei far passare l’idea che ho di calcio e di società. Ripartendo dal basso, purtroppo, ma con l’obbiettivo di riportare subito il Siena tra i professionisti e, parallelamente, legarsi al territorio, al settore giovanile, alle scuole calcio. Lavorando per i senesi con possibilmente molti senesi. Mi sono avvicinato al Siena anche grazie a Giorgio Perinetti, professionista esemplare ma soprattutto uomo legatissimo alla città. Lui in caso di un mio impegno nella Robur sarebbe una guida fondamentale, pur da lontano visto che è il ds del Brescia. Ho parlato anche con Faggiano, altro dirigente di grande livello legato a Siena e contattato Osti, che non devo certo presentare io. L’allenatore? Ho già avuto contatti, specie con Massimo Piscedda che da calciatore è stato in bianconero negli anni 80 e che ha una conoscenza vastissima in termini di giovani avendo lavorato per anni in Federazione. E gli under in D sono fondamentali". Non è però certo il solo a volere il Siena. "Ne sono consapevole. Leggo del gruppo di Fedeli, mio concittadino che ha molte esperienze nel calcio con alterne fortune e quello dell’imprenditore armeno. Non sono se abbiamo perso appeal o meno nelle ultime ore. Io sicuramente voglio giocarmi le mie carte perché tengo al Siena e al suo futuro e amo questa città visto che ho interessi professionali in provincia". La sua avventura a Latina qualche anno fa fu molto sfortunata. "Decisamente. Arrivai a fine dicembre del 2016 e tre giorni dopo la Procura della Repubblica presentò istanza di fallimento. In pratica fui truffato, come poi è emerso in via ufficiale. Ma ho capito che si può fare calcio in altro modo e vorrei dimostralo a Siena". Guido De Leo