di Simona Sassetti È tutto un gioco. Adesivi colorati, fiori o figure geometriche per indicare le postazioni dove fermarsi. Cartelloni con il benvenuto, ma anche animazioni e disegni con le regole da seguire. Linee colorate per non oltrepassare la postazione, come se fosse tutto una sfida. Una sfida difficilissima, ma sarà questa la nuova quotidianità nella scuola primaria e dell’infanzia. Tutti si dovranno abituare, ma lo dovranno fare anche i genitori. Niente...

di Simona Sassetti

È tutto un gioco. Adesivi colorati, fiori o figure geometriche per indicare le postazioni dove fermarsi. Cartelloni con il benvenuto, ma anche animazioni e disegni con le regole da seguire. Linee colorate per non oltrepassare la postazione, come se fosse tutto una sfida. Una sfida difficilissima, ma sarà questa la nuova quotidianità nella scuola primaria e dell’infanzia. Tutti si dovranno abituare, ma lo dovranno fare anche i genitori. Niente abbraccio e bacio dentro l’aula.

Sparita anche la foto di rito con figli e figlie al banco. Sono state le maestre che hanno fatto del loro meglio per dare un’atmosfera gioiosa a questo importante momento. Alla scuola Federigo Tozzi i bimbi sono stati accolti da un regalino di benvenuto e da tanti cartelloni colorati. Certo, i pianti ci sono stati, ma questa volta senza mamma e papà. Genitori che da qualche parte si sono dovuti pur sfogare e lo hanno fanno nelle loro chat, prima calde, adesso bollenti.

Fra comunicazioni ufficiali, commenti, domande continue, tutto è sembrato poco chiaro, a partire da cose all’apparenza scontate (questione peluche, sacco nanna e sacco del cambio), fino a quelle più insidiose come il riposino pomeridiano e il pranzo. "È tutto nuovo, è stata anche per noi una notte prima degli esami – afferma la dirigente scolastica della Federigo Tozzi Floriana Buonocore –. Qui ci sono ottocento bambini, la responsabilità che sentiamo è enorme. Ma questa non deve essere un limite, abbiamo lavorato tutta l’estate per ricercare spazi aggiuntivi dove sistemare gli alunni e tutto è partito per il meglio". Spazio che è stato il rebus più difficile da risolvere nelle scuole.

"Noi abbiamo sistemato le aule, ma siamo consapevoli che non basta, i nostri alunni si dovranno abituare a rispettare le misure di sicurezza. Fondamentale resta la collaborazione con le famiglie, soprattutto all’inizio". "Tutto è funzionato", afferma Buonocore. E dentro è stato così nella maggior parte delle scuole. Il problema resta fuori, come alla scuola Duprè dove si è registrato un grande assembramento, fra genitori, nonni, zii, emozionati ma anche ammassati, con fratellini e sorelline in braccio. Risultato? Tante polemiche. Unica giustificazione, ieri era il fatidico “primo giorno“. "Non potevamo non esserci – afferma una famiglia al completo – . Da domani ci alterneremo". E questa è l’unica speranza.