Il procuratore Vitello
Il procuratore Vitello

Siena, 24 marzo 2020 - L’avevano fatta troppo grossa. Senza pensare alla salute delle persone, né curarsi delle limitazioni raccomandate da ogni parte per frenare il contagio del coronavirus. State in casa, lo slogan lanciato da forze dell’ordine, sindaci e autorità. Dai sanitari che ‘lottano’ contro il morbo in ospedale. E invece otto afghani hanno pensato bene di farsi una scampagnata nella zona di Petriolo. Una grigliata, con succulenta carne alla brace. Come se fosse già il lunedì di Pasqua, quando è bello emigrare in campagna per godersi il sole. Incoscienti. I carabinieri, come riportato ieri da La Nazione, li hanno denunciati per inosservanza dei provvedimenti dell’autorità. Fermando la festa e intimando loro di rientrare immediatamente in Valdelsa. Perché è qui che abitano.

Ma Il loro comportamento è stato veramente esagerato. Assembramenti proprio quando questi ultimi sono vietati. Così sulla vicenda ha posto la lente la procura della repubblica di Siena, guidata da Salvatore Vitello. E ha deciso di disporre, con un provvedimento d’urgenza, il sequestro preventivo del mezzo, evidentemente quale deterrente agli spostamenti ingiustificati senza comprovata necessità fuori dal comune di residenza. I carabinieri di Poggibonsi hanno già provveduto ad eseguirlo. Un segnale chiaro e forte quello mandato dagli uffici giudiziari: chi supera il limite in maniera spudorata, creando un rischio per la collettività, paga caro. I furbetti ora sono avvertiti.