
. Tesoro di Galognano avrà una stanza dedicata nel Museo San Pietro
Chi ha il diritto a detenere ed esporre il Tesoro di Galognano? Colle, che lo conserva dal 1981, o Poggibonsi che lo reclama perché ritrovato nel suo territorio nel 1963? In questo ‘derby dell’archeologia’ fra i due maggiori centri della Valdelsa, l’organo che, allargando la metafora calcistica, potrebbe essere il Var della situazione, cioè la Soprintendenza di Siena (che del Tesoro è proprietaria), ha deciso che il corredo eucaristico in argento risalente al VI secolo deve rimanere a Colle fino al 2038 e la città si sta dando da fare per valorizzarlo al meglio, anche per il Giubileo. La giunta colligiana ha, infatti, impegnato 29mila euro e affidato gli incarichi per l’allestimento di una sala del Museo San Pietro, dove il reperto è conservato dal 2017, da dedicare proprio al Tesoro di Galognano. Un modo per dare maggior rilievo a un ritrovamento storico unico, con un ambiente dedicato e arricchito da una vetrina illuminata per l’esposizione, di una pedana e 8 pannelli di infografica per offrire ai visitatori informazioni storiche, artistiche e tecniche. Composto da 6 oggetti liturgici (14 calici, un cucchiaio e una patena) per un peso complessivo di un chilo e 805 grammi di puro argento, il Tesoro di Galognano ha una storia bella e curiosa.
Fu ritrovato casualmente 62 anni fa, durante lo scavo per la costruzione di una porcilaia sepolto nel terreno a Pian dei Campi, nel territorio che oggi è di Poggibonsi, ma che nel VI secolo, all’epoca della fabbricazione e della sepoltura dei preziosi oggetti, era in quello che oggi è territorio di Colle. Così come la chiesa di Galognano che oggi non esiste più. La sepoltura potrebbe essere stata decisa per evitare la razzia durante la guerra greco-gotica che, fra il 538 e il 542, inferse duri colpi alla Toscana. Fu conservato nella Basilica poggibonsese di San Lucchese fino al 1981, quando, per la necessità di una maggior sicurezza, la Soprintendenza senese decise di trasferire i sei oggetti d’argento in quello che al tempo era il Museo Diocesano d’Arte Sacra di Colle, confluito nel 2017 nell’attuale Museo San Pietro. Da allora il Tesoro di Galognano è rimasto a Colle, ma la contesa con la città cugina non si è mai spenta e Poggibonsi ha più volte dichiarato l’interesse a valorizzare la fortezza di Poggio Imperiale mediante la riacquisizione del Tesoro.
A.V.