L’Acr Siena non fallisce. Saldato il debito con il Gs San Miniato. Ex tesserati in agitazione

L’altra istanza era stata presentata da un’azienda milanese. Ha chiesto ieri un rinvio per trattative ma il giudice l’ha negato. invitandola a depositare la desistenza entro il 26 ottobre .

Una storia infinita. Ieri mattina, intorno alle 7, il Gs San Miniato e l’Acr Siena, con il suo legale rappresentante Roberto Romano – è stato lui a consegnare gli assegni –, hanno trovato l’accordo: il club ha saldato ogni debito e il gruppo sportivo neroverde ha formulato la rinuncia agli atti. E’ stato quindi scongiurato il fallimento e il Comune non potrà riappropriarsi del ’Franchi’ e del ’Bertoni’ nell’immediato. A rappresentare il San Miniato e anche, personalmente, il suo presidente Claudio Gasperini, presente in Tribunale, gli avvocati Fabio Giotti e Barbara Lazzeroni. "A oggi desistiamo dalla procedura iniziata perché è stato saldato il debito. Depositata la desistenza, la procedura si ferma", ha confermato Lazzeroni. "Una volta non accettato il concordato – ha aggiunto Giotti –, ci siamo trovati in Tribunale per discutere della liquidazione giudiziale. In questa fase è iniziata la trattativa che si è conclusa in queste ore". "Da presidente del San Miniato sono contento – ha affermato Gasperini –, i soldi serviranno per i bambini, per le maglie, i campi, le strutture. Io mi sono preso le mie responsabilità. Ma da senese sono deluso: ho visto la lista dei creditori, tantissimi. Bastava si accodassero, della nostra azione legale è stata data abbondantemente notizia. Invece abbiamo fatto la guerra da soli. Sono per certi versi sconcertato: si parla, ci si lamenta e poi non si agisce".

La storia però non è finita qua. Istanza di fallimento è arrivata anche dall’azienda milanese FdmItalia, rappresentata dagli avvocati Dario Schettini e Sandro Sicilia. I legali hanno chiesto un rinvio per le trattative che il giudice non ha però concesso. Li ha altresì invitati a depositare la desistenza entro giovedì 26: una mancata formalizzazione della rinuncia significherebbe un mancato accordo; nel caso, il giudice provvederebbe, nella seduta del Collegio del giorno successivo, venerdì 27, a relazionare la situazione al Collegio (l’Acr Siena ha formalmente rinunciato al concordato in bianco presentato lo scorso 6 settembre). E se anche qualcun altro professionista che ha lavorato la scorsa stagione per i colori bianconeri ha presentato un’istanza di fallimento, il ruolo di protagonisti, adesso, va agli ex tesserati (quelli che non hanno trovato squadra prima dello svincolo d’ufficio del 4 agosto) che devono ancora ricevere la mensilità di giugno, i premi di fine stagione, sia di squadra che personali, la mensilità di luglio e i primi quattro giorni di agosto. Non proprio spiccioli. Non hanno intenzione di mollare e, con tutta probabilità, anche loro, assistiti, la maggior parte, dai legali dell’Aic, procederanno con la liquidazione giudiziale. E sul fatto che l’Acr Siena abbia cambiato denominazione nessun mistero. "Tutte le società srl di Lega Pro – ha spiegato Giotti –, una volta perso il professionismo, si trasformano in società sempre di capitale, ma sotto forma dilettantistica: un modo per avere benefici".

Angela Gorellini