REDAZIONE SIENA

Il bivacco dei senzatetto. Degrado all’Antiporto

Alcuni senza fissa dimora ogni sera occupano gli scalini vicino alla risalita. Comune e volontari: "Impossibile intervenire, non accettano aiuto". .

A pochi metri di distanza dalle vetrine scintillanti e dalla frenesia dello shopping natalizio del centro commerciale Porta Siena, i social restituiscono immagini di povertà e degrado. Basta infatti imboccare la risalita dell’Antiporto per assistere al bivacco di fortuna allestito da un gruppo di senza fissa dimora proprio sugli scalini che costeggiano le scale mobili di Sigerico. Qui ogni sera, non appena si fa buio, alcuni senzatetto iniziano a distendere coperte e materassini per trascorrere la notte, incuranti del passaggio delle persone. Il gruppo, formato in parte da italiani e in parte da uomini provenienti dall’Est Europa, è noto sia ai volontari della Caritas sia all’amministrazione comunale.

Si tratta di persone con seri problemi di alcolismo, che vivono di elemosina. Nonostante le ripetute offerte di aiuto da parte dei volontari e anche dei semplici cittadini, hanno sempre rifiutato. Impossibile trovare loro un rifugio nel dormitorio Caritas, viste le problematiche di dipendenza che si portano dietro. Difficile anche verderli alla mensa dei poveri. Complicato inoltre farli assistere dai Servizi sociali del Comune, perché dovrebbero essere loro stessi a richiedere aiuto, ma non lo fanno perché non accettano di essere seguiti. Il problema è che la loro presenza lungo le scale dell’Antiporto non è sempre pacifica: a causa della dipendenza da alcol, all’interno del gruppo di senza fissa dimora è facile che scoppino liti anche per i motivi più banali. Per questo più di qualcuno preferisce evitare la risalita in orario serale per motivi di sicurezza. Le forze dell’ordine passano per i normali controlli, procedono a identificare il gruppo di senza fissa dimora ma, in assenza di motivi di ordine pubblico, tutto resta com’è.

Periodicamente vengono allontanati da quegli scalini, che ormai sono diventati il loro unico punto di riferimento. Ma dopo qualche tempo il gruppo si ripresenta e riprende possesso dell’area.

"Non collaborano e non hanno alcuna intenzione di cambiare stile di vita – è il commento unanime di istituzioni e volontariato –. Impossibile quindi intervenire in alcun modo per trovare loro un riparo e quindi offrire la possibilità di costruirsi un futuro diverso. La situazione è molto delicata".

Intanto continua il via vai di chi si dirige al centro commerciale per i regali di Natale: qualcuno di fronte al bivacco si volta dall’altra parte, mentre altri lasciano qualche moneta consapevoli che le festività non sono uguali per tutti.

Cristina Belvedere