Siena, 12 marzo 2018 - Di nuovo. Un altro furto di bandiera in un rione. Un altro spregio a Siena e alle Contrade. E questa volta il gesto vile è andato oltre. Il vessillo aveva il nastro nero, con il Bruco in lutto, per la scomparsa di Mario Maccari. Una totale mancanza di rispetto per la vita e per la morte. Per la famiglia e gli amici di Mario, per un popolo che piange un suo figlio. E sì che il Bruco già lo scorso luglio aveva subito un grave oltraggio per mano di ignoti: era stata sfregiata la fontanina di Barbicone. Oggi la Contrada è «arrabbiata, sconcertata e preoccupata». A parlare è il rettore Gianni Morelli.

«Abbiamo saputo del furto ieri mattina quando ci ha chiamato il custode – spiega -. Un gesto ragionato: l’asta era appoggiata sulla porta della società, davanti alla chiesa. Non volevano essere identificati. E parlo al plurale perché la bandiera era a tre metri da terra, difficile da prendere: uno da solo non ci sarebbe riuscito. Erano più d’uno, adulti e atletici».

«Non credo sia stato un atto mirato contro il Bruco – prosegue Morelli -, ma contro il sistema, contro la tradizione. Aggravato dal fatto che si trattasse di una bandiera listata. Si sono portati via anche il nastro. Non ho parole. Un gesto che schernisce il dolore». Una vergogna consumata tra le 4 (alle 3 la bandiera c’era) e le 8 del mattino. Con la complicità del buio e poca gente in giro: ogni attività, in Contrada, era stata annullata. Immediata ieri mattina la denuncia ai Carabinieri di San Francesco.

«Con loro abbiamo un rapporto di collaborazione – afferma il rettore -: non solo per lo sfregio alla fontanina, ma anche per le brutte frequentazioni di San Francesco e degli Orti degli Orbachi. E’ giusto dirlo. La speranza è che vengano presto messe sul territorio telecamere: con il Comune l’accordo già c’è, ci siamo venuti incontro anche dal punto di vista economico. Siamo in attesa: sono dispiaciuto, ma anche preoccupato, perché gli animi si sono inaspriti e il rischio è grosso. Non credo comunque si sia trattato di un senese. Non posso crederlo».