Siena, 15 agosto 2018 - NESSUNA benedizione. Quella Vergine che tiene in braccio un cavallo bianco con la testa coronata di petali di girasole non ha nulla di sacro. «Pur essendo una significativa opera artistica moderna non presenta i canoni della tradizionale immagine mariana», annuncia a sorpresa l’arcivescovo di Siena Antonio Buoncristiani. Che infatti non benedice in Duomo, dove si svolgeva ieri l’offerta dei ceri e dei censi, il Palio dipinto da Charles Szymkowicz. Un messaggio deflagrante. Forte. A tutta la città. Alla presenza delle autorità e degli addetti ai piccoli delle Contrade, di tanti bambini. Dei priori. In chiesa anche l’autore del Drappellone, Szymkowicz appunto, che proprio dalle colonne del nostro giornale aveva replicato alle critiche piovute sulla sua opera, soprattutto in merito alla sacralità della Madonna raffigurata nel Drappellone. Un brusìo la reazione a caldo al discorso dell’arcivescovo che ha dunque voluto lanciare un segnale a Siena. E frenare sul nascere quello che Buoncristiani – ma anche i correttori delle Contrade che certo ha il capo della chiesa senese ha informato della sua intenzione – considera evidentemente un pericoloso tentativo di secolarizzazione della Festa. Sta anche alla committenza, ossia al Comune, in futuro vigilare più e meglio sulla realizzazione del Palio.

A rafforzare il gesto clamoroso dell'arcivescovo, hanno pensato i correttori delle 17 Contrade intervendo in tarda serata con una nota. "Il primo e più importante titolo che è stato attribuito alla Madonna è quello di Madre di Dio, perciò da secoli gli artisti la raffigurano con Gesù Cristo in braccio. Questa è la fede che da quasi due millenni il popolo senese si tramanda di generazione in generazione in ossequio alla tradizione e alle scritture. I Senesi hanno un amore straordinario per il cavallo, una meravigliosa creatura di Dio. Sostituire Gesù Cristo con un cavallo significa peró irridere sia la devozione dei Senesi per la Madre di Dio che il loro rispetto per i cavalli. Negli ultimi vent'anni  - scrivono i sacerdoti - più volte i correttori hanno chiesto al Comune di essere stabilmente interpellati per assicurare che l'iconografia del Palio fosse rispettosa dei valori secolari della festa. Siamo rimasti inascoltati e la triste conseguenza è che il Vescovo ha dovuto prendere una posizione clamorosa che speriamo convinca chi di dovere a rendersi conto che non siamo disponibili a lasciar stravolgere il patrimonio di fede che ci é stato lasciato da una storia ricchissima e gloriosa di santità senese e che trova una sua eccezionale espressione nella festa del Palio".