Firenze, 21 novembre 2020 - Nei giorni scorsi si è parlato tanto del saturimetro nella lotta al Covid e dell'importanza di averlo a casa. Ma come mai tanto clamore? Ebbene il motivo è che parliamo di uno strumento di prevenzione e soprattutto di un primo passo per evitare di andare in ospedale, se non ci sono condizioni di particolare gravità.

Il saturimetro di fatto misura il livello di ossigenazione nel sangue e anche la frequenza cardiaca. Basta infilare il dito all'interno e in pochi minuti lo strumento ci dice se i nostri polmoni stanno assumendo abbastanza ossigeno, ovvero la cosiddetta saturazione rappresentata da un numero che va da 0 a 100. Un dato sicuramente importante che ci mette in guardia sul fatto di poter essere stati contagiati o meno dal Coronavirus. Se il livello resta tra 95 e 100 allora va bene. Se scende al di sotto di 92 è il primo campanello di allarme e allora bisogna rivolgersi al proprio medico, senza precipitarsi per forza al Pronto Soccorso.

In farmacia effettivamente le richieste sono aumentate soprattutto nell'ultimo periodo, ma c'è ancora chi non sa neanche di cosa si sta parlando, come una ragazza che aggiunge: «Magari mi informo e vedo se è il caso di acquistarlo o no», o chi ha le idee confuse sull'argomento, o chi preferisce rivolgersi direttamente al medico in caso di sintomi, o chi ha bisogno di pensarci un po' di più sull'eventualità di sostenere questa spesa. Come una signora che afferma: «Per ora non lo compro, preferisco aspettare l'evolversi dei fatti, anche se lo ritengo comunque una cosa utile per la prevenzione».