Nello  Benedetti in mezzo ai  bambini del Madagascar  in un momento di serenità (foto d’archivio)
Nello Benedetti in mezzo ai bambini del Madagascar in un momento di serenità (foto d’archivio)

Vezzano (La Spezia), 27 ottobre 2017 – C’è la peste in Madagascar e i morti si contano a centinaia, i malati a migliaia, una situazione terribile che sta mettendo in ginocchio questo Paese. Ma la paura del contagio non ha fermato Nello Benedetti di Prati di Vezzano che da un mese è in Madagascar nonostante questa grave malattia incomba ovunque. E’ un volontario doc il signor Nello, presidente dell’associazione Italia Madagascar Amici del Parco, la sua vita da qualche anno è divisa tra la famiglia ai Prati e l’azione umanitaria in Madagascar, paese che ha conosciuto per un viaggio e la cui povertà, nascosta dalle foto di coste meravigliose, gli è rimasta talmente impressa da non poterla scordare e sentire il dovere di portare ogni anno un aiuto in mezzo a baracche e ragazzini che non hanno più una famiglia. Così in autunno parte verso quelle terre immortalate nei depliant turistici, ma che a pochi chilometri dalle spiagge fantastiche nascondono una realtà allucinante di povertà, malattie, cumuli di rifiuti in mezzo ai quali rovistano bambini piccoli.

"La diffusione in Italia della notizia di epidemia di peste in Madagascar mi porta a spiegare cosa sta succedendo - racconta Benedetti dal Madagascar - la malattia ha colpito prima la città di Tamatave successivamente la capitale Antananarivo con decine di morti. Le fognature non sono adeguate, sono a cielo aperto, canali con acque putride, le persone nonostante acque malsane si servono di quell’acqua per lavarsi, è evidente che le malattie sono a portata di mano. Io continuo nella mia missione per il momento ho comprato un appezzamento di terreno per costruire case per la povera gente per dare a loro un adeguato ricovero. Intanto continuo a distribuire i soldi ai bambini adottati dai «genitori italiani».

Alla domanda se ci siano pericoli per lui personalmente Nello Benedetti risponde come chi ha da portare a termine una missione a tutti i costi badando, ovviamente, a non incorrere in pericoli: « Ho annullato tante iniziative per cautela. Non frequento posti affollati, cerco di restare il più possibile in casa e mangio quello che cucino personalmente, nei prossimi giorni devo andare dai lebbrosi e dalle persone che vivono nella discarica; mi aspettano, prenderò adeguate precauzioni». Benedetti ha già contribuito alla costruzione di una scuola, a donare contributi per consentire le cure mediche, alle adozioni di tanti bambini orfani che altrimenti non solo non potrebbero mangiare, ma nemmeno riuscire a sopravvivere.