Sarzana, 9 maggio 2018 - Sedici anni e 8 mesi di carcere, oltre a una provvisionale di 10mila euro per la madre del giovane che aveva ucciso e 8 mila per il fratello. E’ la pena inflitta con rito abbreviato dal Gup del tribunale spezzino Marta Perazzo a Sem Mengs (nella foto sotto), 35 anni, nato a Sarzana e residente a Romito Magra. Il giovane ha usufruito delle attenuanti generiche per aver subito confessato l’omicidio di De Jesus Wellington Dominguez, 28enne, originario di Santo Domingo, la rapina e l’occultamente del cadavere e dello sconto di pena previsto dal rito abbreviato. La sentenza è arrivata ieri verso le 15, dopo un’ora di camera di consiglio. In precedenza c’era stata la requistoria del Pm Luca Monteverde che aveva chiesto la pena poi inflitta all’imputato, quindi le arringhe dell’avvocato Maurizio Sergi del foro della Spezia, a cui si erano affidati i familiari della vittima e dell’avvocato difensore Raffaella Cucchi che ha preanunciato appello. «Prima dovrò consultare la motivazione della sentenza – ha affermato la penalista spezzina – ma l’intenzione è quella di fare ricorso in Corte d’appello».

IMPUTATO Sem Mengs accusato di omicidio volontario

Il delitto per cui è stato ieri condannato Mengs aveva suscitato molta impressione in tutta la Vallata del Magra. Anche perchè il giovane era molto conosciuto anche nel mondo dello sport, frequentava i ritrovi e aveva amici fra i giovani di Romito. Era la mattina del 16 aprile dello scorso anno quando, scoperto da alcuni pescatori sul greto del fiume Magra in località Battifollo, era affiorato il cadavere di Dominguez. Erano subito scattate le indagini dei Carabinieri della compagnia di Sarzana che in breve tempo erano risaliti a Mengs. Il giovane portato in caserma aveva subito confessato il delitto. La sera prima Mengs, che aveva un debito di 5mila euro con la vittima, aveva fissato un appuntamento perché gli sollecitava la restituzione del denaro. Si dovevano vedere alla Spezia alle 21.

La coppia poi a bordo dell’auto si era recata nell’abitazione di Mengs a Romito Magra, dove avrebbe dovuto avvenire la consegna del denaro. Con la scusa di andare a prendere i soldi il giovane, arrivati a Romito, era sceso dall’auto ma si era diretto verso la cantina dove aveva preso un tondino di ferro con il quale aveva colpito violentemente Wellington alla tempia provocandogli la perdita di coscienza. Aveva poi caricato il corpo in auto e, arrivato a Battifollo, lo aveva trascinato fino al greto e abbandonato. In un secondo momento era addirittura tornato nella zona, e aveva gettanto il corpo nel fiume. L’occultamento però non era riuscito: il cadavere infatti non era stato trascinato dalla corrente del Magra ma è rimasto bloccato vicino alla sponda. Infine Mengs si era impossessato del portafoglio e del cellulare della vittima.

C.G.