Personale della guardia di Finanza al lavoro negli uffici della Tenenza  (in una foto di archivio)
Personale della guardia di Finanza al lavoro negli uffici della Tenenza (in una foto di archivio)

Sarzana, 26 ottobre 2016 - La sosta dei Finanzieri ieri mattina nell’ufficio Tributi del Comune di Sarzana è stata lunga. E gli uomini delle Fiamme Gialle avrebbero lasciato il municipio, dopo un’approfondito esame delle pratiche al centro dei loro accertamenti, con una serie di fascicoli e documenti. Massimo riserbo sugli incartamenti dell’ufficio tributi su cui i finanzieri hanno appuntato l’attenzione ma potrebbe trattarsi di approfondimenti legati all’inchiesta già aperta sul mancato recupero dei soldi che il Comune avrebbe dovuto incassare per l’Ici, la Tares e le sanzioni per violazioni al codice della strada relative agli anni 2010 e 2011 di cui abbiamo dato notizia nei giorni scorsi. Sulla vicenda a indagare è il nucleo di polizia tributaria della guardia di Finanza provinciale e si ipotizza un danno erariale. Il fascicolo finirà poi al vaglio della Procura della Corte dei conti. L’inchiesta coinvolge la riscossione dei tributi da parte del Comune che in quegli anni aveva affidato il servizio alla società Gefil e non l’avrebbe dotata di un’aggiornata anagrafe patrimoniale che consentisse di procedere all’incasso e, dopo la dichiarazione di inesigibilità del credito, non avrebbe promosso rilievi.

La mancata riscossione di imposte e sanzioni avrebbe creato una “voragine” di quasi sei milioni nel bilancio comunale con l’inserimento tra le voci a credito di cifre diventate però inesigibili, come era consentito. E il riaccertamento straordinario dei residui aveva portato ad un deficit ripianato in trent’anni. Sui residui attivi del Comune erano già arrivati rilievi da parte della Corte dei Conti, rilievi a cui l’inchiesta della Polizia Giudiziaria della Guardia di Finanza potrebbe essere legata. L’ipotizzato danno erariale su cui le Fiamme Gialle stanno facendo accertamenti si aggirerebbe sul milione di euro secondo le indiscrezioni. E nel mirino il fatto che il Comune non avrebbe utilizzato il tempo dopo la dichiarazione di inesigibilità del credito da parte di Gefil per sollevare obiezioni, azione che avrebbe avuto l’effetto indotto di bloccare la prescrizione.