Altro via libera al biodigestore. L’impianto avrà i 40 milioni dal Pnrr. Rigettato il ricorso di Santo Stefano

Il Comune aveva chiesto di annullare il finanziamento ma il Tar del Lazio ha ritenuto infondate le motivazioni. Determinante è stata la sentenza del Consiglio di Stato che nel frattempo ha ’sdoganato’ il sito di Saliceti.

Biodigestore, un altro ko per le amministrazioni comunali e i comitati che si oppongono alla realizzazione dell’impianto a Saliceto. Il Tribunale amministrativo regionale del Lazio, con sentenza pubblicata ieri sera, ha rigettato, ritenendolo infondato, il ricorso presentato il 14 dicembre del 2022 dal Comune di Santo Stefano Magra, attraverso l’avvocato Piera Sommovigo. Obbiettivo del ricorso era ottenere l’annullamento del decreto con cui il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica aveva ammesso a finanziamento, per un totale di 40 milioni di euro di fondi Pnrr, il progetto di biodigestore, sulla base della richiesta presentata dall’Ato Rifiuti della Provincia della Spezia. La realizzazione dell’impianto, dunque, potrà ora godere dei finanziamenti europei senza alcun ostacolo.

La sentenza di Roma è arrivata dopo l’udienza pubblica del 7 novembre scorso. Il ricorso era stato presentato dal Comune di Santo Stefano a seguito della sentenza 1732022 con cui il Tar della Liguria aveva annullato il provvedimento autorizzatorio unico regionale con cui si dava il via libera alla realizzazione dell’impianto Recos per il trattamento e il recupero della frazione organica dei rifiuti urbani, con produzione di biometano sostenibile avanzato e compost di qualità proprio in località Saliceti, nel Comune di Vezzano Ligure. Ossia in area diversa da quella inizialmente prevista dalla pianificazione regionale e provinciale in materia di rifiuti che indicava il sito di Boscalino, nel Comune di Arcola. I giudici di Genova – ai quali si erano rivolti comitati e enti locali contrari alla realizzazione dell’impianto nel sito di Vezzano – avevano ritenuto fondata la richiesta di annullamento dell’autorizzazione proprio sulla base del fatto che, nell’ambito della pianificazione urbanistica e di settore, tale impianto non fosse previsto a Saliceti ma a Boscalino.

Ancorandosi a questa sentenza di primo grado del Tar ligure, il Comune di Santo Stefano aveva presentato un ulteriore ricorso al Tar del Lazio, puntando a far cancellare il finanziamento Pnrr di 40 milioni. Sulla base di un semplice ragionamento: se l’impianto di Saliceti a Vezzano Ligure non era più autorizzato perché non previsto dalla pianificazione di settore, tantomeno poteva essere ammesso a finanziamento su fondi Pnrr.

Nel frattempo però, la sentenza 1732022 è stata impugnata davanti al Consiglio di Stato da Recos e dagli altri soggetti interessati, che l’hanno avuta vinta. Nel giudizio di appello, la decisione dei giudici di primo grado è stata smentita. Il Consiglio di Stato con sentenza 10722023 ha ritenuto valido il provvedimento autorizzatorio, giudicando non rilevante l’obiezione del cambio di sito per la localizzazione dell’impianto, e ha di fatto dato il via libera alla sua realizzazione.

L’intervenire di questa sentenza di appello ha avuto riflessi anche sul ricorso pendente davanti al Tar del Lazio, ormai divenuto – secondo le argomentazioni delle controparti del Comune di Santo Stefano – infondato. Elemento sul quale i giudici amministrativi di Roma hanno concordato: "E venuto meno lo stesso presupposto logico-fattuale dei due motivi di cui consta il ricorso oggi in esame", hanno scritto nella sentenza pubblicata ieri sera. Insomma, la sentenza del Consiglio di Stato ha "smentito in radice" il ricorso del Comune di Santo Stefano al Tar del Lazio, che è stato dunque dichiarato "infondato" e quindi respinto. Il ricorso santostefanese ai giudici romani era stato presentato contro il Ministero dell’Ambiente, difeso dall’Avvocatura Generale dello Stato, e nei confronti Recos spa, Iren spa, Ato Rifiuti della Spezia, Provincia della Spezia, Regione Liguria e una serie di altri enti.