Matteo Renzi ed Eugenio Giani durante la campagna elettorale
Matteo Renzi ed Eugenio Giani durante la campagna elettorale

Firenze, 21 ottobre 2020 - C’è la volontà di fare entrare Italia Viva in giunta regionale trovando l’ottavo nome della squadra e assegnando le deleghe. Lo hanno chiarito una volta di più il Pd e il governatore Giani durante l’incontro di ieri nelle stanze del gruppo consiliare dem in Regione, presenti anche i vertici del partito (la segretaria Simona Bonafè e il coordinatore della segreteria Lorenzo Becattini). Giani tesse la tela e in queste ore riparla con il partito di Renzi. Il tempo è da supplementari perché oggi alle 15 c’è la nuova seduta del consiglio toscano per la fiducia e la presentazione definitiva della giunta.

Alla prima riunione dell’undicesima legislatura della Regione è nata una squadra chiusa negli spogliatoi: niente deleghe, senza un titolare e senza il o la vice. Non bene come avvio. I protagonisti della trattativa, del triangolo del centrosinistra, sono appunto il governatore stesso, Italia Viva di Renzi e il Pd. Volontà comune è di far entrare Iv nella squadra di governo. Il punto resta uno e uno solo: ma come? Alla fine l’intesa è destinata a trovarsi anche perché l’elezione di Stefano Scaramelli (Iv) come vicepresidente del consiglio regionale è stato un segnale chiaro. Giani ha un mandato ’esplorativo’ dell’ultim’ora dato dal Pd cercando però di mantenere salvi ’gli equilibri’, dicono dal Pd. Il partito di Renzi ha un nome da mettere in campo e da lì non si sposta: Alessandro Cosimi, ex sindaco di Livorno, medico, già membro del Consiglio superiore di Sanità. Due le strade per Iv: o Cosimi avrà la delega alla Sanità o quella all’Urbanistica e Infrastrutture e allora Iv chiede anche la vicepresidenza della giunta. Guida la trattativa Nicola Danti, europarlamentare e braccio destro di Renzi. "Quali equilibri? E’ da un mese che facciamo queste proposte – sottolinea Danti – non si dia a noi la colpa dello stop immediato alla giunta. Il Pd è balcanizzato, lo ripeto, ognuno corre per la propria corrente, è colpa dei dem se siamo finiti in questo vicolo".

Il Pd rimanda la palla al presidente Giani anche per irrobustirgli le spalle: "E’ lui che deve decidere, la squadra è sua e con quella dovrà governare per cinque anni" sintetizza Lorenzo Becattini. Certo che al Pd andava meglio che il nome fosse quello di Stefania Saccardi invece di Cosimi. L’ex assessore alla Salute era stata prescelto anche da Giani, ma lei si è sfilata decisamente e non ha intenzione di un bis in un assessorato.