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21 mag 2022

Il flop della ricetta medica con alta priorità "Impossibile prenotare visite entro 10 giorni"

La denuncia di una lettrice: "Il medico mi ha prescritto un controllo endocrinologico urgente, ma non ho mai trovato posti disponibili"

21 mag 2022
silvia bini
Cronaca
Per le prestazioni di specialistica ambulatoriale non serve il codice di priorità porta benefici concreti
Per le prestazioni di specialistica ambulatoriale non serve il codice di priorità porta benefici concreti
Per le prestazioni di specialistica ambulatoriale non serve il codice di priorità porta benefici concreti
Per le prestazioni di specialistica ambulatoriale non serve il codice di priorità porta benefici concreti

Prato, 22 maggio 2022 - La beffa del codice di priorità. Avere una ricetta medica con un identificativo non è sempre un vantaggio, nonostante lo scopo del codice di priorità sia proprio quello di garantire la prestazione medica entro un determinato arco temporale, stabilito dal medico di famiglia in base alla gravità del problema manifestato dal paziente. La beffa sta nel fatto che tramite una ricetta con priorità non è possibile prenotare un appuntamento fuori dai tempi previsti e, a quanto pare, nemmeno entro i tempi previsti, perché le liste sono tutte occupate con la conseguenza di passare ore al telefono ogni giorno nella speranza di un colpo di fortuna.

A segnalare il paradosso è una nostra lettrice che, suo malgrado, si è trovata imbrigliata nel sistema delle prenotazioni tramite le ricette con priorità. "Il medico di famiglia mi ha prescritto una vista endocrinologica a Cisanello, centro di riferimento regionale", racconta la donna. "Vista la mia situazione di salute, il medico ha compilato l’impegnativa indicando il codice di priorità breve che prevede la visita in primo accesso garantita nel giro di dieci giorni". Peccato che invece di un’agevolazione, la priorità si sia trasformata in un boomerang. "Ho chiamato il Cup e il primo giorno mi è stato detto di riprovare nel pomeriggio perché non c’erano disponibilità entro dieci giorni. Così ho fatto, salvo poi scoprire che anche nel pomeriggio la risposta era la stessa: nessuna disponibilità", aggiunge. "Ho continuato a chiamare mattina e pomeriggio per cinque giorni di seguito perdendo ore al telefono perché oltre alle attese del call center, ogni volta è necessario compilare la propria scheda personale. Tutto questo per scoprire, ogni volta, che i posti erabi esauriti. Mi domando: ma non sarebbe possibile creare una lista di attesa anche per chi è in coda o semplicemente permettere di prenotare anche fuori dai tempi indicati dal codice della priorità?".

L’assurdo del sistema è che per puro caso la paziente aveva trovato una visita disponibile entro una data ragionevole, non i dieci giorni indicati dal codice della ricetta, ma comunque si era liberato un posto nel breve periodo che però non è stato possibile prenotare. Il motivo? Mostrando la ricetta con codice di priorità le prenotazioni possono essere accettate esclusivamente entro i giorni stabiliti; in caso contrario il paziente deve esibire una nuova impegnativa, senza priorità.

«Alla decima telefonata l’operatrice mi ha detto che c’era una data disponibile entro due settimane e visti i precedenti mi è sembrata un’ottima notizia", conclude la donna. "Peccato che non ci sia stato niente da fare, non ho potuto prenotare perdendo anche questa occasione. Stanca di questa perdita di tempo sono tornata dal medico di famiglia per farmi fare un’altra ricetta, questa volta senza codice di priorità. Che evidentemente non ha alcuna utilità se non in pochi casi fortunati".

 

 

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