Pazienza finita tra silenzi e burocrazia

Le imprese colpite dall'alluvione del 2 novembre attendono ancora i moduli per richiedere gli aiuti promessi dal vicepremier Tajani. La rabbia aumenta mentre si chiede almeno di evitare le sanzioni.

Il percorso verso la ricostruzione dopo l’alluvione è tutto in salita. Il 6 novembre, a quattro giorni dal disastro, il vice premier Tajani annunciò un corposo pacchetto di misure a favore delle imprese con tempestività apprezzabile anche per dare un segnale di fiducia e vicinanza in giorni con le strade, le case e le aziende piene di fango. A quasi un mese dal 2 novembre, si scopre che non ci sono i moduli per chiedere gli aiuti, come denuncia il presidente di Confindustria Daniele Matteini. Le imprese sembrano aver perso la pazienza: è caduto nel vuoto l’appello a sospendere i pagamenti delle tasse, ora c’è quello di evitare almeno le sanzioni. E’ il minimo. E intanto la rabbia aumenta.