REDAZIONE PRATO

"No al taglio dei tigli". L’esposto di Atto Primo. Nel mirino via Firenze. Dal 26 iniziano i lavori

L’associazione contro la potatura degli alberi fra La Querce e La Macine "È un intervento che contraddice ogni criterio di tutela ambientale". Il Comune: "È il risultato del percorso partecipativo con i residenti".

Il tratto di via Firenze che verrà interessato dalle operazioni di potatura

Il tratto di via Firenze che verrà interessato dalle operazioni di potatura

"Diciamo di no al taglio degli alberi in via Firenze. La salute dei cittadini non viene tutelata". L’associazione Atto Primo Salute Ambiente Cultura, parte attiva dell’Osservatorio Ambientale Pratese, insieme a una ventina di cittadini ha presentato un esposto nella giornata del 14 agosto contro il taglio degli alberi in via Firenze depositandolo alla Procura della Repubblica e ai Carabinieri Forestali. Esposto indirizzato anche alla sindaca Ilaria Bugetti. La questione è presto detta: da lunedì 26 agosto è previsto l’abbattimento di decine di tigli e saranno sostituiti con altri alberi meno invasivi. Questo per far realizzare un nuovo marcapiede. Il tratto di via Firenze interessato è quello tra La Querce e La Macine, davanti all’ex cementificio Marchino: circa 500 metri di percorso pedonale sul lato ferrovia tra via Poggio Secco e via Paolo Bettarini. Nei giorni scorsi, dall’amministrazione comunale hanno spiegato che "l’obiettivo è rinnovare il marciapiede, oggi dissestato, rendendolo più sicuro e accessibile. L’intervento è il risultato del percorso partecipativo che l’amministrazione comunale ha avviato nei mesi scorsi con i residenti dell’area: da tempo infatti gli abitanti chiedevano al Comune la messa in sicurezza del tratto stradale e il rifacimento dei marciapiedi". Ma evidentemente qualcuno non è d’accordo. In particolare l’associazione Atto Primo, che in una nota racconta i motivi dell’opposizione al taglio degli alberi.

"Sicuramente questa sostituzione comporterà una drastica riduzione della superficie fogliare, con una proporzionale riduzione dell’ombreggiatura prodotta dalle piante e soprattutto dalla loro capacità di rigenerazione dell’aria. I tigli rappresentano infatti una delle principali tipologie di alberi che maggiormente contribuiscono, in ambiente urbano (e non solo), all’eliminazione dello smog in quanto rientrano nella tipologia dei cosiddetti alberi mangia-smog: piante in grado non solo di mitigare la temperatura dell’ambiente durante i mesi più caldi, ma anche di catturare le sostanze inquinanti dall’aria. Sono capaci, infatti, di ripulire l’aria delle nostre città, intrisa di polveri sottili e di anidride carbonica riuscendo a catturare con le loro foglie quasi 4000 chili di CO2 in 20 anni. La farnia, al contrario, non rientra tra le specie arboree considerate mangia-smog".

C’è poi il precedente di viale Montegrappa: anche in quel caso (era il 2019) la potatura degli alberi generò polemiche. "Si profila insomma un intervento simile a quello già effettuato sul viale Montegrappa, che oltre ad aver significativamente peggiorato la qualità ambientale, non ha neppure risolto i problemi di viabilità della zona, nella quale si continua a parcheggiare in doppia fila, è difficoltoso entrare nelle aree di parcheggio e non esiste una pista ciclabile. Insomma - conclude l’associazione Atto Primo - in un momento di emergenza climatica e ambientale come quella in atto, si sta per attuare un intervento che contraddice ogni criterio di tutela ambientale e di azioni per la mitigazione climatica".

Francesco Bocchini