"Il centro rischia di cambiare volto. Condomini trasformati in dormitori"

L’ex presidente del Consorzio vie del Serraglio: "Preoccupato per la tenuta sociale dell’area storica"

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un residente del centro storico.

"Riflettendo su quanto denunciato con un accorato appello dalle pagine del vostro giornale, quello che purtroppo ci assale è il senso di sconfitta. Parlo come residente ormai ventennale del centro e come ex presidente del Consorzio delle vie del Serraglio, una delle tante associazioni nate una decina di anni fa per non lasciare le nostre strade e le nostre piazze in mano allo spaccio e al degrado. Esperienze importanti, fatte di impegno e di lavoro. Esperienze che purtroppo alla luce dei fatti sono state sconfitte da quel male contro il quale ci eravamo impegnati. Se come si leggeva sul vostro giornale in via Muzzi, in piazza San Domenico, in via Magnolfi, in via Fiorenzuola e in piazza Duomo la situazione è drammatica; di certo non ce la passiamo meglio in via del Serraglio, in piazza S. Agostino, in via S. Fabiano o via della Stufa. Si scende alla stazione di Porta al Serraglio, si raggiunge uno dei tanti punti già presidiato da chi deve consegnare la merce e via. Tutto questo ha assunto specie nell’ultimo anno una connotazione talmente plateale da costringere tanti residenti e commercianti alla rassegnazione. La rassegnazione è figlia di un malessere che in qualche modo deve essere sopito e per molti residenti si sta traducendo in una fuga. Se dieci anni fa uno dei problemi per cui ci battevamo erano le chiusure delle attività commerciali, in questi ultimi anni, ormai complici anche eventi socio economici di proporzioni storiche, di commercio in questa parte di città ne è rimasto poco, e stanno scomparendo anche quelle attività di vicinato, presidio contro il dilagare del degrado.

Uno dei fenomeni che dovrebbe essere analizzato perché in poco più di un anno sta cambiando la socialità di questa parte del centro è il repentino cambiamento della residenza. Purtroppo sono sempre di più le famiglie che stanno lasciando queste strade e sono sempre di più i condomini dove fioriscono una sorta di dormitori prevalentemente pakistani. Questo è un fenomeno in crescita (quasi in ogni condominio della zona si trovano realtà di questo tipo) che dovrebbe essere monitorato con attenzione perché in poco tempo cambierà radicalmente faccia ad un pezzo di centro. Abitazioni adibite al solo pernottare di un numero non precisato di individui, bilocali che ospitano quattrocinque persone, una sorta di ostelli dove il ricambio di persone è continuo. Basta fare un giro la sera per vedere in quanti si spostano da un dormitorio all’altro con un trolley o una borsa sulle spalle. Nei giorni passati sono stati scaricati cinque materassi in via del Serraglio e altri sei in piazza Santa Elisabetta. Realtà che spesso diventano punti di approvvigionamento cibo con cucine in funzione dall’alba a notte fonda con le problematiche che può comportare una situazione del genere in un condominio. Una situazione che sta creando disagi tangibili in quello che è la residenza qualificata. Una città per vivere h24 ha bisogno in primis della residenza che è quella che attraverso famiglie, bambini, anziani, tiene attivi presidi fondamentali per la socialità dal panificio al bar fino alla farmacia. Dopo la completa disfatta dell’aspetto commerciale stiamo assistendo alla dismissione della residenza di qualità e questo rischia di essere un problema dal quale poi diventerà difficile uscire se non dopo politiche di riqualificazione importanti che necessitano di anni di impegno e lavoro e risorse finanziarie ingenti.

Alessio Pieraccini