Duccio Dini

Prato, 13 giugno 2018 - "Era un ragazzo gentile ed educato. Una grave perdita per lo sport della Piana". Il mondo del calcio dilettanti pratese si stringe attorno alla famiglia di Duccio Dini, il 29enne fiorentino travolto e ucciso a Firenze dalla Volvo 960 condotta da due rom del Poderaccio impegnati in un folle inseguimento e ora in carcere con l’accusa di omicidio volontario. Tanti i messaggi su Facebook di amici e avversari, ma anche di intere società del nostro panorama calcistico.

Dallo Sporting Seano, al Coiano Santa Lucia, passando per innumerevoli altre squadre del circondario, che hanno affrontato Dini sul campo o che lo hanno avuto fra le loro fila. Duccio, del resto, era un grande sportivo, appassionato tifoso della Fiorentina e calciatore per diletto, reduce da una stagione impegnativa con il Comeana Bisenzio, nel girone D di seconda categoria. «Era un ragazzo affidabile e avevamo già deciso di riconfermarlo per la prossima stagione – commenta il presidente del Comeana Bisenzio, Remo Borchi –. Un centrocampista di buona qualità, capace di stare sempre al suo posto e di rispettare le scelte dell’allenatore senza battere ciglio. Ci mancherà. La società sarà presente ai suoi funerali, per dargli l’ultimo saluto». Ancora stenta a credere a quanto è successo anche uno dei compagni di squadra di Duccio, Yuri Coppolaro: "E’ inutile parlare troppo in questi momenti drammatici – aggiunge –. Duccio era una bravissima persona e un ragazzo sempre sorridente. Era sempre positivo alla vita. Preoccupiamoci di ricoradarlo nel modo giusto. Stiamo pensando di portare una maglietta o uno striscione al funerale che dovrebbe esserci domani".

Cordoglio anche nel mondo politico locale, con il consigliere comunale indipendente Marilena Garnier che ha espresso la sua vicinanza alla famiglia Dini: "Duccio giocava nel Comeana e quindi era anche un po’ pratese", ha scritto Garnier sul suo profilo social, lanciando poi una frecciata politica al presidente della Regione, Enrico Rossi sui campi rom e sulla proposta (tardiva secondo il consigliere comunale) di smantellarli.

L.M.