Dodici volti per dodici mesi. Il pratese dell’anno: Mario Dini. Un esempio di impegno per la città e le istituzioni

Ha quasi 92 anni, ex assessore, per due decenni presidente di Consiag e ancora combatte per le sue idee. Come ha fatto per il Monteferrato e nei giorni dell’alluvione. Moretti e Palli, l’arte con generosità.

Dodici volti per dodici mesi. Il pratese dell’anno: Mario Dini. Un esempio di impegno per la città e le istituzioni

Dodici volti per dodici mesi. Il pratese dell’anno: Mario Dini. Un esempio di impegno per la città e le istituzioni

"Mi duole nuovamente precisare che l’amministrazione della giustizia a Prato soffre della pressoché totale assenza di decisioni da parte del Ministero, che nonostante le allarmate richieste non ha mai provveduto all’adeguamento degli organici". Il procuratore Giuseppe Nicolosi lo scrive a gennaio nella relazione di inizio anno giudiziario, per lui l’ultima prima della pensione. "Prato è un importantissimo crocevia di flussi migratori, affaristici e criminali", aggiunge. Una voce coraggiosa rimasta di fatto inascoltata. Non ci fu corruzione e neppure abuso di ufficio. Ci sono voluti dieci anni ma il tribunale di Prato il 3 febbraio sentenzia: "Maurizio Bettazzi assolto, perché il fatto non sussiste". E l’ex presidente del consiglio comunale eletto con il centrodestra decide di tappezzare la città di manifesti: la sua foto e la scritta "Assolto, il fatto non sussiste. Dopo dieci anni!". La storia finisce su tutti giornali e le tv d’Italia.

Il Te Deum di Haydn 25 anni fa segnava l’inizio di una bellissima storia d’amore: quella tra la Camerata e la città. Il 2 marzo il concerto per festeggiare la nostra orchestra, che ha reso più ricca la vita di tanti pratesi. Nella foto i sei musicisti sul palco del Politeama nel 1998 e anche oggi: da sinistra Elisa Cozzini e Katia Mattioli, Daniele Iannaccone, Lorenzo Borneo, Francesco Giardino e Cristiano Sacchi. Musica anche ad aprile, con una bella immagine: il coro giovanile della Scuola Verdi diretto da Rossella Targetti che ha partecipato a The song of the ladder, la splendida opera commissionata da Camerata e Metastasio che in maggio ha registrato repliche sold out in San Domenico. Per questi ragazzi aprile è stato un mese di impegno e di prove, fatte con passione. Un esempio. Il 26 maggio la Diocesi annuncia che Claudio Cerretelli lascerà la direzione dei Musei diocesani per raggiunti limiti d’età. Storico dell’arte competente e scrupoloso, grande conoscitore del nostro patrimonio artistico, memoria storica preziosa delle cose pratesi. Anche le sue pubblicazioni e i suoi studi sono patrimonio della città.

Dopo la vittoria di Schlein alle primarie, il Pd toscano in giugno cambia i suoi assetti di governo. Nella squadra del nuovo segretario Fossi c’è un giovane pratese: Diego Blasi, nominato portavoce regionale, responsabile della comunicazione e dell’iniziativa politica. Deleghe di peso per il giovane dirigente, che non ha mai lavorato in una società partecipata. Il 28 luglio il setterosa conquista la medaglia di bronzo ai Mondiali di Fukuoka battendo l’Australia: nella nazionale femminile di pallanuoto giocano anche le atlete pratesi Chiara Tabani e Giuditta Galardi, protagoniste di un campionato da incorniciare. Zaka è pakistano, ha 24 anni e da sei fa l’operaio a Seano. La notte del 2 agosto viene colpito da quattro persone armate di coltelli e bastoni. E’ da poco iscritto al Si Cobas: per il sindacato è stato punito "per aver alzato la testa e lottato per i propri diritti". La sua busta paga, come quelle di tanti colleghi, è di 236 euro netti al mese. Zaka è un simbolo, per non chiudere gli occhi di fronte a queste forme disumane di sfruttamento. Anche a Prato.

Fabrizio Moretti, pratese, è fra i più famosi e stimati mercanti d’arte al mondo. L’11 settembre inaugura il centro ippoterapico a Tavola, uno spazio bellissimo dedicato alle persone con disabilità psichica, fisica o sensoriale. "Quando ero piccolo con problemi a camminare il cavallo mi ha regalato vita e gioia, che dovevo trasmettere ad altri. Amo l’arte, ma è questo il progetto più importante per me", sono le sue significative parole. I volontari della Aican, l’associazione italiana canoa canadese, dedicano il loro tempo libero a ripulire il Bisenzio deturpato dall’incuria e dall’inciviltà. Ne abbiamo parlato su La Nazione il 14 ottobre, meno di tre settimane prima dell’alluvione.

Novembre. L’alluvione, la catena di solidarietà, le persone che si mettono a disposizione degli altri. Gli esempi belli in quei giorni drammatici sono stati tanti. Ne abbiamo scelto uno, che rappresenta il volto del 2023: Mario Dini. Ha quasi 92 anni, non poteva spalare la melma dalle case, ma combattere per le sue idee sì, come ha sempre fatto. E’ la memoria storica della sinistra pratese e della città, ai tempi del Pci per tredici anni è stato assessore (anche alla protezione civile, durante l’alluvione del 1966), per due decenni presidente di Consiag, ed è tra i fondatori del Pd di Prato. Negli ultimi anni ha condotto una battaglia per il Monteferrato, per il quale chiedeva più cura e attenzione, a cominciare dalla moria dei pini che riteneva dovessero essere sostituiti da lecci o querce anche per proteggere le frazioni a nord in caso di bombe d’acqua. La terribile notte del 2 novembre era alla finestra a guardare la Bardena: "Sono bastati cinque minuti di pioggia incessante per farla tracimare e cinque minuti dopo che ha smesso di piovere è calata di circa un metro. L’ho visto con i miei occhi. Lo stesso è successo per il Bagnolo. Questi sono i fatti", ha raccontato. Quel pomeriggio dopo aver analizzato le previsioni meteo, aveva chiamato la polizia municipale: attenzione, se continua così qui sarà un disastro, era stato il suo appello. "Non mi hanno ascoltato. Purtroppo avevo ragione". Dini, una vita per la politica e la città, pensando al bene comune e non al proprio particolare. Per questo è un esempio.

Un altro anziano pratese da ricordare a dicembre: il collezionista e mecenate Carlo Palli, sempre generoso nelle sue imprese, fra arte, memoria e solidarietà. L’ultima fra le tante in ordine di tempo la bella mostra che ha allestito in San Domenico intorno a Domenico Zipoli, il più importante compositore pratese. Anche lui un esempio.