Emergenza coronavirus
Emergenza coronavirus

Prato, 26 marzo 2020 - Il picco si avvicina. Lo avevano anticipato gli esperti, ora lo suggeriscono anche i numeri. La conferma sta nei nuovi contagi. Sono infatti 19 i nuovi casi positivi al coronavirus registrati a Prato nelle ultime 24 ore: da 159 di martedì ai 178 di ieri. Una crescita progressiva che sembra anticipare il picco annunciato per il fine settimana. Anche se ieri, a bilanciare questo dato, non si sono registrati decessi e la notizia non è proprio da trascurare, visto che nei sei giorni precedenti non c’era stato bollettino sanitario che non annunciasse, in provincia, almeno un decesso. Tutto questo mentre Vaiano e non solo resta in comprensibile ansia per lo stato di salute del sindaco Primo Bosi, che martedì aveva annunciato di avere contratto il Coronavirus. "Ringrazio tutti per la grande e affettuosa solidarietà che sto ricevendo, in tanti si sono fatti vivi per farmi coraggio e devo dire che sono gesti che apprezzo molto in questo momento", dice il primo cittadino della Vallata.
«Sono senza febbre, ma sto combattendo una battaglia impegnativa. Il virus è subdolo e va fronteggiato con determinazione. Io lo sto facendo". Lo stesso Bosi ha poi voluto lasciare una testimonianza toccante sulla sua pagina Facebook ad una settimana dal primo malessere: "Impari ad ascoltare il tuo corpo, miglioramenti e ricadute. Tutta la notte a ripercorrere gli ultimi 15 giorni per capire a chi posso aver fatto del male. È terribile, ho messo in difficoltà amici, colleghi e collaboratori-. Chiedo perciò scusa a tutti voi". Poi si rivolge ai suoi concittadini: "Siamo una comunità grandissima, ci hanno chiamato ad una grande battaglia ma insieme ne usciremo rafforzati. Non molliamo". Il sindaco rassicura tutti riguardo alla sua presenza in alcune realtà commerciali. "Se questo aiuta tutti a stare più tranquilli, sono stato al centro commerciale Coop l’ultima volta il 13 marzo seguendo tutte le prescrizioni sanitarie previste".

E nel frattempo è stata attivata la procedura prevista dall’ufficio di igiene dell’Asl. Così l’intera giunta comunale è stata messa in quarantena visto che gli assessori hanno avuto con Bosi rapporti stretti e continuati. Gli amministratori vaianesi restano comunque in attività, supportati dalla tecnologia e dai cellulari. Come previsto, sono stati chiusi gli uffici comunali per consentire la quarantena dei dipendenti che hanno avuto contatti con il sindaco negli ultimi quattordici giorni, anche se vengono garantiti i servizi essenziali di anagrafe. Stando a una prima previsione, la riapertura del Comune potrebbe avvenire entro la prossima settimana, dopo un intervento di sanificazione di tutti gli ambienti. Ieri Alia, su richiesta del Comune, ha inoltre proceduto ad un intervento di sanificazione che ha interessato tutte le zone di Vaiano, che si trovano in prossimità di attività commerciali di prima necessità, sportelli e uffici frequentati dai cittadini in questi giorni. Mentre in Vallata è arrivata ieri la notizia della scomparsa di don Mario Donadoni, 76 anni, parroco di Vaiano dal 1979 al 2000, morto ad Alzano Lombardo in provincia di Bergamo, suo paese natale, nella casa di riposo dove era ospitato ormai da vari anni. Le sue condizioni di salute erano critiche ormai da molto tempo, soffriva di Alzheimer e Parkinson. "Il suo decesso è arrivato in maniera quasi improvvisa - dicono dalla Diocesi - ma non possiamo affermare se sia legato al contagio da Coronavirus perché il sacerdote non è stato sottoposto a tampone".
Intanto a Prato secondo il report dell’Asl Toscana Centro i nuovi contagiati residenti in città e provincia sono 13. Sei di questi sono in quarantena al proprio domicilio: si tratta di quattro uomini pratesi di 36 (stabile), 77 (buona condizione), 28 (buona) e 62 (lieve) anni e di due donne, una di 54 anni e una di 59 anni (lieve). Sono invece ricoverati al Santo Stefano in buone condizioni una donna di 52 di Montemurlo, un pratese di 57 anni (buone condizioni), un uomo di 65 anni, una donna di 64 anni e un uomo di 68 anni. Un pratese di 62 anni è stabile a Careggi, mentre un altro pratese di 64 anni è stabile a San Giovanni di Dio. Al Santo Stefano sono stati ricoverati sei pazienti positivi provenienti da Pistoia: un uomo di 83 anni di Buggiano, un uomo di 80 anni, una donna di 71 anni, una 57enne in condizioni critiche, una 72enne stabile, e un 87enne (stabile) di Serravalle Pistoiese.
I numeri dei contagi nel resto dell’Asl Centro sono i seguenti: 11 casi nell’empolese, 16 nel pistoiese e 53 nel fiorentino. I decessi nell’Asl Centro sono 6.
In Toscana il numero dei contagi si è attestato sulla soglia dei 273 casi con 13 nuovi decessi a ventiquattro ore dal precedente bollettino. Sul territorio regionale salgono a 2.972 i contagiati dall’inizio dell’emergenza, con 24 guarigioni virali (i cosiddetti negativizzati), 30 guarigioni cliniche e 142 decessi. I casi attualmente positivi in cura rimangono 2.776. Spetterà in ogni caso all’Istituto superiore di sanità - e questa precisazione viene ormai ripetuta solo per correttezza - attribuire le morti al Coronavirus, visto che la maggior parte delle persone decedute avevano patologie concomitanti. Per quanto riguarda i ricoveri, ad oggi sono in totale 1.250, di cui 251 in terapia intensiva.
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