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2 ago 2022
2 ago 2022

Candidati Pd ancora in alto mare Ma ora spunta l’outsider Ragone

Pratese di 37 anni, studi brillanti, dal 2013 è consigliere giuridico a Roma fra governo e Parlamento . Allievo di Amato, vicino a Letta, si aggiunge alla rosa dei 5 nomi. Ma la strada per i pratesi resta in salita

2 ago 2022

E’ ancora troppo presto. Il totocandidature resta in alto mare, soprattutto in casa Pd. L’unica novità è un sesto nome che ha iniziato a circolare, oltre ai cinque della rosa inviata sabato dalle federazione pratese alla segretaria regionale Simona Bonafè, ovvero Benedetta Squittieri, Valerio Barberis, Marco Martini, Sandra Bolognesi e Marco Sapia. E’ Davide Ragone, ha 37 anni, vive fra Prato e Roma. Attualmente è dipendente del Senato, in quanto consigliere giuridico del presidente della commissione finanze e tesoro, Luciano D’Alfonso del Pd. Maturità classica al Cicognini, una laurea in giurisprudenza con lode a Pisa, dottorato di rito alla Scuola superiore Sant’Anna (con lode), Ragone come consigliere giuridico è a Roma dal 2013: il primo per cui ha lavorato è stato il ministro Massimo Bray (cultura, governo Letta); poi Maria Elena Boschi (riforme e rapporti con il Parlamento, governo Renzi), Anna Finocchiaro (ancora rapporti con il Parlamento, governo Gentiloni), Elena Bonetti (pari opportunità e famiglia, governi Conte). E’ stato allievo di Giuliano Amato e conosce molto bene Enrico Letta da quando era uno studente, a Pisa. E’ iscritto al Pd sezione della Pietà dalle primarie dell’ottobre 2007 ed è stato anche vice segretario nazionale dei Giovani Democratici dal 2014 al 2016. Oggi guarda quello che succede da lontano e preferisce non fare commenti.

Ogni previsione è del resto difficile. Non è ancora chiaro quale sarà il perimetro delle alleanze del centrosinistra e quanti collegi considerati buoni o apprezzabili dovranno essere assegnati ai compagni di avventura. E’ invece chiaro che i posti in palio saranno molti di meno e che in Toscana si dovrà trovare spazio anche per qualche big nazionale. Così il collegio della Camera di cui Prato fa parte – assieme a Pistoia e al Mugello – ha buone possibilità di ospitare un candidato "straniero", dal ministro Speranza (quotazioni in ribasso al fixing di ieri), a Marco Furfaro, il giovane esponente di Sinistra ecologia e libertà che oltretutto è pistoiese, come Caterina Bini, senatrice e sottosegretario uscente, per la quale una buona collocazione sembra garantita. Prato si sa che parte da una situazione di svantaggio: non ha big, né parlamentari uscenti, magari al primo mandato. Il nostro collegio del Senato è invece considerato parecchio in bilico, con la probabile vittoria del centrodestra (in pole per la candidatura resta Massimo Mallegni, senatore uscente eletto nel collegio di Lucca e coordinatore regionale di Forza Italia). Nella corsa verso Palazzo Madama il Pd considera sicuri solo quattro eletti in Toscana, comprese le liste del proporzionale. I posti, appunto, sono meno di sempre. Che sia un nome della rosa o l’outsider Ragone, la strada per Roma resta tutta in salita per il Pd pratese.

Una strada, quella verso la capitale, che invece ieri ha percorso il sindaco Matteo Biffoni, chiamato da Enrico Letta insieme a una ventina di sindaci per un confronto sul programma elettorale. E i sindaci, con tutti i problemi che devono affrontare, in ogni angolo d’Italia e a prescindere dal partito a cui appartengono, dovrebbero essere ascoltati di più da chi, frequentando tanto i palazzi, rischia di allontanarsi dalle difficoltà delle persone comuni.

Anna Beltrame

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