Irene e Federica, due dei 16 volontari
Irene e Federica, due dei 16 volontari

Prato, 31 maggio 2020 - Gli assistenti civici? A Prato ci sono già da due settimane, hanno dai 18 ai 29 anni e a turni pattugliano le aree verdi di tutta la città. Non si tratta però dei volontari proposti dal governo e che stanno facendo litigare il mondo politico, bensì di sedici giovani del servizio civile della polizia municipale. I ragazzi invece di stare negli uffici del comando di piazza Macelli, in questo periodo stanno perlustrando i giardini di Prato cercando di instaurare un dialogo con i frequentatori delle aree verdi. L’obiettivo è quello di fare rispettare le regole anti-contagio, quindi mascherina e divieto di assembramenti, ma senza fare multe. Piuttosto parlando con chi si rende protagonista di atteggiamenti sbagliati.

«L’idea di fondo – spiega l’assessore Flora Leoni – è quella di instaurare un dialogo alla pari con i giovani. Invece di mandare la polizia municipale a fare le multe, inviamo nei giardini questi ragazzi del servizio civile, che essendo quasi coetanei di molti frequentatori delle aree verdi riescono anche a farsi ascoltare di più. Puntiamo sul fare capire quelli che sono gli atteggiamenti sbagliati piuttosto che sulla minaccia delle sanzioni. E proprio per questo i ragazzi non hanno i simboli della municipale, bensì solo una pettorina del Comune di Prato".

In questi giorni uno dei servizi mirati effettuato da parte dei ragazzi del servizio civile è stato quello svolto all’interno dei giardini della Sacra Famiglia (accanto alla chiesa). Qui in più circostanze sono stati segnalati dai residenti comportamenti incivili: non solo assembramenti e confusione ma addirittura si è arrivati ad assistere al lancio di bottiglie di vetro.

"I nostri ragazzi del servizio civile hanno il compito di non fare utilizzare i giochi – prosegue Leoni – Devono inoltre rimettere le fettucce quando vengono rimosse e poi provano a fare capire ai loro coetanei perché è sbagliato tenere un certo comportamento. Diciamo che da un lato imparano un mestiere e dall’altro cambiano anche l’immagine della polizia municipale che si avvicina maggiormente alle esigenze delle persone".

I ragazzi del servizio civile naturalmente non hanno potere sanzionatorio. In caso di situazioni problematiche hanno l’ordine di contattare il comando, per ricevere immediatamente una pattuglia di supporto. "I ragazzi non vengono mandati allo sbaraglio – chiarisce Leoni – Ognuno di loro fa una formazione di 120 ore a cui fa seguito un tutoraggio costante. Devo dire che i cittadini stanno apprezzando molto questo nuovo approccio, anche perché in un momento così delicato l’idea delle multe fa storcere il naso a molti. Le persone preferiscono essere avvisate dei comportamenti sbagliati piuttosto di subire interventi sanzionatori".

A parlare dell’esperienza alla polizia municipale sono anche due ragazze del servizio civile. Irene e Federica hanno rispettivamente 19 e 24 anni. A loro in alcune circostanze è toccato proprio uno dei giardini più problematici: quello della Sacra Famiglia. "All’inizio ci guardano con un po’ di sospetto – spiegano – ma ci sono anche tant e persone che ci chiedono informazioni e che ci ringraziano perché li avvertiamo di quello che è consentito fare e di ciò che è vietato. Quando vediamo i ragazzi sui giochi o sulle altalene chiediamo loro di scendere e rimettiamo le fettucce. Non è semplice perché vengono rimosse di continuo, ma dipende anche da giardino a giardino. All’ovest ad esempio la situazione è più tranquilla, mentre a Mezzana ci sono molti più frequentatori e quindi serve più impegno e attenzione. In generale comunque si tratta di un’esperienza molto formativa".
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