Ancora paura: quasi mille evacuati. Senza esito le ricerche del disperso

Oltre 180 pratesi e 750 montemurlesi hanno dovuto lasciare le loro case: si tratta di over 65, disabili e persone che abitano nei seminterrati o al piano terra. L’accoglienza nell’ex Creaf e nelle palestre del Buzzi e del Datini.

Ancora paura: quasi mille evacuati. Senza esito le ricerche del disperso
Ancora paura: quasi mille evacuati. Senza esito le ricerche del disperso

Il torrente Bagnolo torna a fare paura. Quando è scattata l’allerta arancione per Prato e la sua provincia (prevista fino alle 11 di stamani) è scattata anche la certezza che stavolta non si può rischiare. Il sistema di Protezione civile ha approntato una maxi evacuazione preventiva della popolazione residente nel bacino del corso d’acqua di concerto tra i comuni di Prato e Montemurlo. Sono oltre 180 i pratesi residenti nella zona ovest e 750 i montemurlesi che ieri sono stati invitati a lasciare le loro case, secondo quanto previsto dalle ordinanze firmate dai sindaci Matteo Biffoni e Simone Calamai. "Il territorio intorno al bacino del Bagnolo è ritenuto molto debole e già compromesso dalle piogge di questi giorni – dice il vice sindaco di Prato Simone Faggi – è necessario procedere con l’evacuazione parziale della popolazione nei due Comuni: saranno interessate le persone over 65 e quelle fragili e con disabilità, individuate con l’aiuto dell’Asl. Personale della protezione civile, del volontariato e delle forze dell’ordine passerà casa per casa a segnalare chi dovrà lasciare l’abitazione per posti di accoglienza che a Prato sono al centro Pegaso, per il quale è stata data la disponibilità dal direttore generale Valerio Mari, alle palestre del Buzzi e del Datini". Le persone interessate dall’ordinanza dovranno lasciare le loro case e potranno decidere se accettare l’ospitalità offerta dai Comuni o trasferirsi per la notte da parenti, amici e conoscenti. Dovranno evacuare anche coloro che, pur non rientrando nelle categorie individuate, vivono a pian terreno o a un piano interrato: chi ha un primo piano potrà restare a casa e spostarsi a quell’altezza. La decisione è stata presa al tavolo di Centro coordinamento soccorsi della prefettura. Il comune di Prato provvederà a fornire anche pasti caldi e la colazione per stamani mattina tramite una serie di esercizi commerciali del territorio.

Intanto ieri sera è arrivata alla sede della protezione civile di Prato la colonna mobile della protezione civile della Regione Umbria, capitanata da Anpas: una settantina di operatori con una decina di idrovore saranno a disposizione di una città che è in ginocchio per un terzo della sua estensione. Il personale sarà alloggiato al palazzetto. Tra le zone ancora praticamente sott’acqua c’è quella sud: oggi alle 9 con partenza dal circolo di Casale alcuni cittadini con il presidente del consiglio comunale Gabriele Alberti si ritrovano in via Casale e Fattici con tre furgoni per portare via dalle case i rifiuti appoggiati all’esterno e radunarli ad un punto di raccolta. Consegnati sacchi neri ai residenti per ulteriori rifiuti.

A proposito, la Regione ha dato l’ok ad allestire un punto di stoccaggio di Alia nel parcheggio del palazzetto a Maliseti: qui possono essere conferiti i rifiuti sia da Alia in collaborazione con le Coopertive La Traccia e Gulliver sia dai privati cittadini. Intanto stanno continuando, purtroppo senza alcun esito, le ricerche dell’82enne disperso da giovedì sera. Dopo che è stata rintracciata la sua auto nel letto del Bardena a Galciana, ieri i sommozzatori dei vigili del fuoco hanno scandagliato il corso nella zona di Galceti, ma senza alcun risultato.

Sara Bessi