Villa da demolire, il bivio. Il Tar ferma lo sgombero. E il caso slitta a giugno

Nelle stesse ore anche il Consiglio di Stato blocca l’iter di demolizione. Il tempo era scaduto. Sulla vicenda interviene la sindaca Francesca Brogi. .

Villa da demolire, il bivio. Il Tar ferma lo sgombero. E il caso slitta a giugno

Villa da demolire, il bivio. Il Tar ferma lo sgombero. E il caso slitta a giugno

C’è una svolta nel caso della villetta da demolire e nella battaglia dei Cerretini che avevano già ricevuto l’ordine di sgombero da settimane per far posto alle ruspe. Sia Il Tar per un verso, che il Consiglio di Stato spostano le lancette più avanti. Il Tar, davanti al quale l’avvocato Giuseppe Toscano, che assiste i Cerretini, aveva impugnato il diniego di sanatoria da parte del Comune, ha fermato l’ordinanza di sgombero. Il Consiglio di Stato, invece, accogliendo l’istanza del legale, ha fermato l’iter di demolizione e rinviato il caso ad una camera di consiglio fissata per metà gennaio. "Qui non c’è da parlare di vittorie – dice l’avvocato Toscano –. Ma è chiaro che, in particolare il pronunciamento del Tar, è un segnale importante".

Quello di ieri è stato un giorno fondamentale per Paola Cerretini: il conto alla rovescia era praticamente finito, e se non fossero arrivati questi pronunciamenti era l’ora di lasciar casa in attesa della demolizione pendente da mesi. Su questi due pronunciamenti che, almeno per ora, cambiano tante cose, interviene il sindaco di Ponsacco Francesca Brogi. "Accogliamo con estrema soddisfazione la decisione del Tar di sospendere l’iter della demolizione della casa dei signori Cerretini – scrive il sindaco – L’amministrazione ha evidenziato al Tar la circostanza che la demolizione del fabbricato non è giusto che preceda la decisione sui contenziosi pendenti. Sarebbe infatti assurdo demolire oggi per ordine dei giudici e poi leggere nelle prossime sentenze che la demolizione si poteva evitare". "Il Tar ha preso atto di tale circostanza e ha sospeso l’iter demolitorio fino alla decisione sul ricorso, che arriverà nel prossimo giugno – aggiunge Brogi – Il buon senso ha vinto e la cura e l’attenzione dell’amministrazione nell’affrontare la delicatissima questione hanno trovato pieno riconoscimento. È bene evidenziare, fuor di ogni polemica, che il Comune di Ponsacco in questi mesi ha lavorato molto per raggiungere questo risultato". Sulla vicenda, però, lo ricordiamo, c’è un giudicato del Consiglio di Stato che si è formato in tre sentenze e prevede la demolizione: "Il Comune non può fare altro che eseguire quanto ordinato dal Consiglio di Stato in sede di ottemperanza della sentenza di merito – aveva scritto il consiglio di Stato –, adottando l’ingiunzione di demolizione, che trova la propria ragion d’essere nel definitivo accertamento giudiziale della preesistenza dell’area boschiva vincolata, nel definitivo annullamento del titolo edilizio legittimante e, per conseguenza, nella insuperabile natura abusiva dell’edificio realizzato". Il nodo è tutto qui. Appunto. "Ma i Cerretini hanno edificato in una fascia di rispetto spostandovi volumi da un’altra fascia di rispetto, e questo è previsto", dice l’avvocato Toscano.