Tutto l’orgoglio di Peccioli: "Abbiamo espresso la sintesi fra tradizione e innovazione"

Il sindaco Macelloni e la vittoria a ‘Borgo dei borghi’: "Una comunità intera ci ha creduto"

L’emozione più forte per il sindaco Renzo Macelloni? "Una signora ultra 90enne che mi ha fermato per strada, mentre andavo a casa. Era felice, mi ha abbracciato e fatto i complimenti. Ma i complimenti vanno fatti ai pecciolesi". Qui nel Borgo dei Borghi 2024, ovvero Peccioli, l’aria non è ancora satura di gioia. Si respira appieno un sentimento che è un magma incandescente, miscellanea di orgoglio, attaccamento al proprio campanile e voglia di gridare al mondo: "Siamo Peccioli. Siamo Valdera, e siamo la Toscana che vince".

Peccioli dunque, punta gli zoccoli e sfonda. In una terra, la Toscana soprattutto, dove a primeggiare è spesso il campanilismo più barricadero, nel Borgo dei Borghi, il trionfo popolare al contest di Rai 3 scrive una diversa narrazione. E non solo ora che l’Italia intera ha votato Peccioli come il ’Borgo dei Borghi’ scegliendo il paese collinare tra 20 scrigni sparsi per la penisola.

Sindaco Macelloni, la vittoria al Borgo dei Borghi non è un riconoscimento impalpabile.

"E’ una comunità intera che ci ha creduto. Questa è la vittoria più bella. E’ la vittoria che sgorga da un voto popolare. In questi giorni vedo un grande entusiasmo nei volti dei giovani, nei volti degli anziani".

Questo cosa ci fa capire?

"La risposta è lapalissiana: c’è una comunità forte, coesa, abbracciata al suo paese, che ora è ancor più consapevole del suo solco di appartenenza. Ma c’è di più".

Spieghi.

"Vede, a Peccioli siamo avvezzi a guardare oltre. Oltre al forte e sano attaccamento al campanile del Bellincioni, alla storia, alle tradizioni. Perché qui siamo tutti coscienti del fatto che la vittoria di Peccioli sia la vittoria della Valdera e della Toscana intera. Tradizione e innovazione, nella sintesi che abbiamo espresso, rappresentano, a mio giudizio, il motivo per cui il voto popolare ha incoronato Peccioli come ’Borgo dei Borghi’. Ciò significa non restare semplicemente ancorati al passato, alle bellezze storiche che lo stesso ci ha consegnato. Ma aggiungere alla storia elementi di contemporaneità. Guardando a un territorio intero. Alla Valdera, a Volterra, alla Toscana".

Come si traduce questa vittoria in atto concreto?

"Sono onesto, siamo in periodo di campagna elettorale. Ma, da parte mia, credo sia necessario tenere alto il livello di promozione come abbiamo fatto in questi anni".

Cosa pensa degli altri 19 borghi italiani che hanno partecipato alla competizione della Rai?

"Luoghi potenti e bellissimi. Sono scrigni, borghi dell’anima".

E ritorniamo a Peccioli. E’ il borgo più bello d’Italia?

"Ci sono migliaia di borghi meraviglie in Italia. Ma, ripeto: Peccioli ha vinto grazie a quello spirito, unico, nel saper creare un punto di assoluta novità. In cui, come detto, la storia, che affonda in radici etrusche, si è saputa modellare a qualcosa di rivoluzionario. Arte e paesaggio, architetture d’avanguardia e borgo con i suoi chiassi medievali. I borghi sono la quintessenza dell’Italia, ma la cifra distintiva, il valore aggiunto, è suggellare la storia con la contemporaneità. E’ uno spazio moderno su cui competere".