
Salvini lancia la volata a Gasperini: "La vittoria è alla portata di mano. Torno per sgomberare il palazzo rosa"
Ponsacco, 18 giugno 2024 – "Ci tenevo a esserci. Le grandi tv e i giornali nazionali non si occupano di Ponsacco. E qualcuno a Roma può pensare: un vice presidente del consiglio che va a Ponsacco? Sì, con orgoglio". Ha esordito Matteo Salvini. E subito parte un forte applauso nella grande sala della pasticceria Da Nina, sul viale Italia alle Melorie, dove ieri mattina il centrodestra e il mondo del civismo si sono ritrovati per accogliere il leader del Carroccio arrivato in Valdera per dare il suo sostegno al candidato Gabriele Gasperini.
Ma prima dell’intervento del ministro, sulla pedana si avvicendano volti della politica regionale. A partire dall’onorevole in quota Lega, Andrea Barabotti che invoca il cambiamento grazie alla voglia di navigare controvento (titolo del libro di Salvini).
E non ha dubbi Elena Meini, consigliera ragionale e segretaria provinciale Lega: "Questa coalizione è forte. E non abbiamo mai discusso una volta quando è venuto fuori il nome di Gabriele per la candidatura". Non ha dubbi neanche il deputato leghista Edoardo Ziello che indica Gasperini come il nome giusto "che ben rappresenta anche le forze civiche di Ponsacco. Mentre dall’altra parte (riferendosi al candidato del centrosinistra Fabrizio Lupi, ndr), non abbiamo una persona nuova, perché fa parte di quella amministrazione artefice delle conseguenze dei problemi di Ponsacco".
"Ricordo che la sindaca Francesca Brogi – rincara Susanna Ceccardi, europarlamentare della Lega – che quando venne fuori il caso dei rom in arrivo a Ponsacco, sui giornali diceva che Ponsacco era accogliente, che poteva integrarsi. Gabriele, ti invito a ritirarli fuori questi articoli perché ci sono famiglie residenti vicino al palazzo rosa che hanno dovuto trasferirsi. La Brogi non ha capito la bomba sociale che poi sarebbe esplosa".
E la Ceccardi sottolinea: "Il Pd ha detto bugie. Come ho già detto più volte, non è stata la Ceccardi, sindaco di Cascina a mandarceli". Ringrazia e prende la parola Gasperini che punta su "sicurezza e decoro, argomenti che sembrano scontati ma che a Ponsacco non ci sono mai stati". Per il candidato "questa fusione tra partito nazionale e civismo è la soluzione giusta perché ci sono delle persone, sul territorio, che possono dare una grande mano. I ponsacchini non possono vivere più così. Vogliamo un paese normale. Non chiediamo la luna".
E mentre Gasperini chiude l’intervento arriva il ministro che si fa largo tra applausi e strette di mano: "Vedo gente motivata e idee chiare. La vittoria è alla portata di mano, ma il difficile viene il giorno dopo la vittoria perché il mondo è pieno di gente che promette. Quindi, se tutto va come deve andare, ci vediamo in estate per sgomberare questo benedetto palazzo". E su queste parole la sala si infiamma. "Perché un’amministrazione può fare mille cose, piscine, scuole e piazze, ma se poi hai paura di mandare fuori tuo figlio allora è un problema".
E non manca anche una battuta che lega la politica nazionale alla cittadina del mobile: "Ho lavorato al nuovo codice della strada inasprendo alcuni voci per togliere la patente a chi guida con il cellulare e chi beve alcol, ma se qui a Ponsacco ci sono bimbetti di 12 anni che guidano le auto allora devo fare una variante al codice della strada".
Dalla battuta all’avvertimento: "Se l’educazione non la sanno dare i genitori, l’educazione gliela devono dare gli altri". E prima dei saluti Samuele Ferretti si avvicina al ministro per fargli conoscere Paola Cerretini, proprietaria della casa che rischia di essere demolita. Un caso, sempre più nazionale.