Pendio liberato dai rifiuti: "Era una vera discarica"

Massiccia operazione di pulizia nel verde che costeggia corso Garibaldi. Era diventato la pattumiera delle bottiglie e dei bicchieri della movida. .

Una quantità impressionante. Che ha lasciato di stucco anche gli operatori, chiamati dal Comune, a ripulire la vegetazione che costeggia corso Garibaldi, fino all’inizio dei giardini pubblici. Non solo il taglio del verde. Necessario, visto che stava diventato un piccolo bosco sulle pendici di San Miniato, tra la valle del Cencione, il Bastione e l’inizio del cuore del centro storico. Ma sopratutto la pulizia di una discarica a cielo aperto di bottiglie di plastica, bicchieri di vetro, cartacce di ogni sorta, pacchetti di sigarette, residui del gelato, finanche bottiglie in vetro di liquori "divorati" nel cuore della notte dal popolo della movida.

Segni tangibili di una inciviltà dilagante, che inquina e crea degrado. Un "modus vivendi" che lascia enormi quantità di rifiuti intorno alle case, nel verde che impreziosisce la città. Eppure tutta la camminata è costeggiata di cestini che sarebbero più agilmente usabili, la posto di lanciare oggetti tra gli alberi. Un lavoro immane quello fatto dai tre addetti che, armai di frullino e attrezzature, hanno effettuato la potatura e poi, pazientemente, si sono messi a raccogliere fiuti, impiegando tanto tempo. Un tempo che "pesa" sulla collettività. Ad accendere l’attenzione su questa criticità era stata, a fine agosto, Chiara Gozzini, insegnante sanminiatese che in una lettera aperta aveva scritto: ""Il pendio sottostante al marciapiede che dal centro di San Miniato conduce ai giardini viene trattato come una discarica: colpisce la grande quantità di plastica che quella terra ha dovuto inghiottire nel corso deltempo". E oltre alla spastica c’era molto altro.