
Michele Quirici mostra alcune opere di Babb
C’è una mappa immaginaria che unisce punti e monumenti di una Pontedera vissuta, pensata e disegnata da uno dei suoi figli più noti: Giorgio Dal Canto, in arte Babb. Una cartina dove sono segnati i luoghi rappresentati da un artista che spesso ha utilizzato le chiese, i palazzi e le strade di Pontedera come perfetta ambientazione per le sue opere.
Partendo dalle sale della mostra a lui dedicata allestita al primo piano del Palazzo Pretorio cominciamo un tour tra passato e presente in un continuo sali e scendi tra il piano della finzione artistica e quello della realtà. Ad accompagnarci c’è l’editore Michele Quirici autore del libro "Babb. Giorgio Dal Canto. Vita opera e bugia" un volume che comprende un vero e proprio alfabeto dell’arte e del linguaggio di Babb. Un dizionario che alla lettera "P", racchiude il pensiero di Dal Canto nei confronti del potere politico e religioso, raccontando l’ironia, l’irriverenza e la critica che lo hanno reso noto. Alla "M" ci sono poi i monumenti, tra cui anche i luoghi simbolo della sua Pontedera.
C’è il palazzo della cancelleria, l’odierno Palp, la sua torre con l’orologio è riconoscibile in tantissimi disegni di Babb, le sue logge sono il luogo in cui viene allestita la sua prima mostra. E poi ci sono il duomo, la chiesa della Misericordia, la piazza dei pulIman in via Carducci e il Tramme che è ritratto in molti oli e in centinaia di illustrazioni per l’omonima testata.
"Oltre a rappresentare il suo spazio scenico preferito – spiega Michele Quirici – a Pontedera Giorgio dedica opere che ricordano accadimenti o tradizioni come la fiera o il mercato". Moltissime poi le grafiche e le locandine fatte da Babb in occasione degli eventi cittadini. "Tanti pontederesi – racconta Giuseppe Diomelli amico e mecenate di Babb – hanno una sua opera in casa. Il mio impegno per la mostra e il libro è stato cercare di raccogliere la sua enorme produzione andando a fotografare direttamente le opere nelle collezioni private. Il mio obiettivo è dimostrare una volta per tutte che quando si parla di Giorgio Dal Canto si parla di un vero artista. Perché? Per almeno tre motivi: ha un tratto e uno stile assolutamente riconoscibile, le sue opere hanno subito un’evoluzione un percorso nell’arco della sua vita e infine Giorgio aveva il carattere ostinato dei grandi artisti".
C’è poi la Pontedera dei volti, delle persone. La si trova nei dipinti che Babb ha dedicato ai suoi amici e ai mestieri della città. Dalla Diomelli story alla raffigurazione della farmacia Lapucci, la pizzicheria Dal Canto o la tipografia Bandecchi e Vivaldi solo per citarne alcune. Ci sono poi i luoghi dove ancora si può incontrare Babb nella sua Pontedera: l’archivio di Sergio Vivaldi su via della Repubblica, davanti al duomo dove l’artista Marco Lodola ha interpretato l’opera di Dal Canto "il manichino gestante" e dove si trova una mostra permanente "A lume di naso" nel parcheggio sotterraneo dell’hotel Armonia, infine Fuori del Ponte, sul viale Italia nel palazzo noto come il grattacielo, la casa dell’artista.
"Pontedera è stato il suo guscio – racconta Ilaria Bartalini –. Quando mio padre Alberto e Diomelli provarono a convincerlo a visitare la biennale di Venezia ricevettero un deciso no come risposta. Il motivo? Nessuno lo sa. L’obiettivo invece era dimostrare che il suo messaggio poteva e doveva essere universale e per questo meritava di essere mostrato al mondo".