SARAH ESPOSITO
Cronaca

La battaglia per la legalità. Impastato nelle scuole dà il via al “gemellaggio“

Il fratello di Peppino, ucciso dalla mafia, ha incontrato la città e gli studenti "Ho ricordo di Pontedera: qui ho fatto uno dei primi incontri fuori dalla Sicilia".

Giovanni Impastato ricevuto a Palazzo Stefanelli

Giovanni Impastato ricevuto a Palazzo Stefanelli

L’educazione come strumento e cura per sconfiggere e superare la criminalità organizzata. È un viaggio nel messaggio di Peppino Impastato l’incontro che suo fratello Giovanni ha tenuto con gli studenti e le studentesse dell’Itcg Fermi di Pontedera ieri mattina. Un modo per ricordare la figura del giornalista ucciso dalla mafia nel 1978 ma anche per affrontare il temi della giustizia sociale. "Grazie al Comune di Pontedera – ha detto Giovanni Impastato – a questo luogo mi lega un ricordo: qui ho fatto uno dei primi incontri fuori dalla Sicilia pochi anni dopo la morte di Peppino. Oggi sono qui per portare ai ragazzi il messaggio di mio fratello, dal forte valore educativo per la rottura storica e culturale che ha portato avanti all’interno della società e dentro la nostra famiglia. E poi c’è il rispetto per l’ambiente e la conoscenza del proprio territorio".

Alla base del ragionamento c’è che soltanto la conoscenza per ciò che succede intorno a noi può portare a essere cittadini consapevoli. Come Peppino, voce libera in un contesto mafioso. "Dobbiamo denunciare gli amministratori quando sbagliano – ha continuato – e aiutarli se fanno bene. Ai giovani dico di non accontentarsi di google maps ma di vedere con i propri occhi cos’è il mondo intorno a loro. Come fa l’attivista Greta Thunberg, ecco Peppino faceva lo stesso 50 anni fa". Nell’aula Magna dell’istituto Fermi è stato presentato il progetto Operazione Bene Comune a cura di Arci Valdera, di cui l’istituto è partner insieme ad altre realtà. "Quando abbiamo annunciato la presenza di Giovanni in città – ha detto la vicesindaca Carla Cocilova insieme al presidente del consiglio comunale Marco Salvadori – ci sono arrivate tante richieste da parte di scuole e associazioni, segno che la nostra è una comunità attenta ai temi dell’antimafia e della giustizia sociale. Temi presenti in un progetto che insieme all’Arci Valdera abbiamo presentato in Regione ma che come Comune finanzieremo a prescindere dall’esito del bando. Incontri come quello di oggi servono a dare un’idea di futuro migliore in cui le ingiustizie si combattono, sempre".

Insieme a Giovanni Impastato anche il parroco di Ponsacco Don Armando Zappolini impegnato sui temi della legalità. A spiegare il progetto ci ha pensato l’Arci. "Il giornale, la radio, le mostre fotografiche, Peppino utilizzava la cultura come strumento di lotta alla mafia – hanno detto Salvo Rinzivillo e Martina Marchetti di Arci Valdera – metodi vicini a quelli che usiamo noi in Arci. Il progetto che abbiamo si articola in percorsi nelle terze medie e nei bienni delle superiori, pensati nel primo caso come un gioco di ruolo e nel secondo nella costruzione di parti attive da mostrare alla comunità. Ci sarà uno scambio tra pari con i ragazzi di Corleone in un dialogo tra coetanei".