Il Pd e i veleni per le primarie: "Gli avversari hanno già i popcorn"

Il sindaco Giglioli: "Non era più il momento di farle". L’ex primo cittadino Gabbanini: "Ci indeboliscono"

Il Pd e i veleni per le primarie: "Gli avversari hanno già i popcorn"

Il Pd e i veleni per le primarie: "Gli avversari hanno già i popcorn"

"Ad una manciata di settimane dal voto non era il momento di fare le primarie", dice il sindaco Simone Giglioli. "Se si voleva aprire una riflessione – aggiunge – e mettere in discussione l’attuale amministrazione e chi la guida, andava fatto molto prima. Questi sono giorni in cui si doveva già concentrarci, uniti, sulla campagna elettorale". Poi sbotta: "E’ un regalo al centrodestra, perché secondo me assidereranno al confronto interno al Pd con i popcorn".

"Per quanto mi riguarda – e conclude – affronterò serenamente anche questo passaggio, continuando prioritariamente a fare il sindaco, ad occuparmi del territorio e delle sue necessità, fino alla fine del mandato". Le primarie – decise dai Dem nell’ultima infuocata assemblea – si terranno il 10 marzo e Giglioli dovrà vedersela con il segretario comunale Vincenzo Mastroianni che ha raccolto le firme necessarie da regolamento in modo che sia la base a decidere con quale candidato il centrosinistra di San Miniato dovrà andare alle amministrative di giugno. Da regolamento, poi, c’è ancora tempo fino al 7 febbraio per la presentazione di altre candidature. Ma, da quanto si apprende, non ci sarebbero movimenti in vista e, alla fine, sarà uno scontro testa e testa.

A San Miniato c’è stato un solo precedente, le primarie del 2009 quando Vittorio Gabbanini – poi diventato sindaco per due legislature – riuscì a battere Giacomo Romagnoli al termine di una campagna elettorale dai toni accesi. Che ne pensa Gabbanini di questa scelta?

"Sbagliatissima – dice -. Sarà un bagno di sangue. Che se ne dica le primarie sono divisive, lacerano il partito, lo indeboliscono. Soprattutto quando tutto questo avviene a due passi dalle urne". "Io le primarie le ho fatte e ho poco da imparare – ricorda Gabbanini –. Ci sono ancora persone che stentano a salutarmi. E vedo già la divisione in due fazioni: un errore che rischia di costarci caro. Non era questo il tempo delle primarie: semmai, se davvero si evidenziavano alcune criticità, queste dovevano già essere state affrontare a tavolino e con il giusto tempo disposizione. Non ora. E non così".

Carlo Baroni